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lunedì, Maggio 16, 2022
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Guerre e omicidi al Don Guanella, l’identikit del gruppo che ha scalzato i Cifrone


Un’alleanza di interessi. Un accordo tra delusi. Quello delle famiglie coinvolte in arresti e inchieste dopo il pentimento dei Lo Russo. Questo lo scenario obbligatorio per inquadrare la nuova faida che sta insanguinando Miano e dintorni. La chiamano ‘la maledizione di Miano’ per descrivere la situazione ovvero chi cerca di conquistare il quartiere prima o poi trova la morte. Ieri l’ultimo episodio con il duplice clamoroso agguato del Parco dei Colombi al rione Don Guanella da sempre confine tra opposte consorterie criminali (leggi qui l’articolo). Gli omicidi di Giuseppe Di Napoli e Pasquale Torre sono infatti strettamente legati agli ultimi delitti che hanno caratterizzato il quartiere e cioè quelli di Salvatore MilanoAntonio Avolio e Giuseppe Tipaldi. Esecuzioni mirate tese a sradicare sul nascere velleità di comando (come nel caso di Milano e Tipaldi) oppure a inviare un ‘messaggio di morte’ ai nemici (come nel caso di Avolio). Omicidi che riportano alla nuova formazione che negli ultimi tempi, come riportato dalle ultime informative delle forze dell’ordine, si starebbe accreditando come nuova forza egemone nel quartiere a scapito dei reduci di ‘Abbasc Miano’ e soprattutto dei Cifrone della parte alta di Miano: gruppo che si sarebbe arroccato attorno alle famiglie Angellotti e Pecorelli indicate come le uniche a poter contare su un manipolo di affiliati armati e decisi più che mai a regolare i conti con la vecchia guardia perchè scontenti dell’ultima stagione dei Lo Russo, quella di Carlo e dei vari pentimenti che hanno colpito diverse famiglie del quartiere.

Da Miano a Pianura: la nuova guerra dell’area nord

La formazione di questo nuovo gruppo potrebbe spiegare anche quanto accaduto qualche settimana fa a Pianura dove Gennaro Catone è stato arrestato insieme ad altri ras in un’officina di via Montagna Spaccata (leggi qui l’articolo). Catone, indicato come l’attuale reggente di ‘Abbasc Miano’ forse era lì per cercare appoggio di uomini e armi, una preparazione ad una guerra imminente. Guerra scongiurata dal provvidenziale intervento degli uomini del locale commissariato. Mattanza che non ha risparmiato invece Di Napoli e Torre trucidati ieri pomeriggio. Quest’ultimo era fratello di Mariano Torre attuale collaboratore di giustizia e soprattutto ex braccio destro di Carlo Lo Russo (nonchè nipoti di Anna Torre moglie di Giuseppe Lo Russo), mentre il più giovane Di Napoli era figlio di Carmine ‘Mniell’ storico capopiazza del rione San Gaetano (come rivelato da più pentiti gestiva una piazza di eroina in via Vittorio Veneto). Di Napoli era inoltre anche nipote e cugino di Aniello e Vincenzo Di Napoli, uccisi dai baby killer dei Lo Russo dopo l’omicidio di Genny Cesarano (Vincenzo avrebbe partecipato alla stesa costata la vita al 15enne e sarebbe stato ucciso per timore di un pentimento, suo padre Aniello fu trucidato in via Janfolla perchè stava indagando in proprio sulla morte del figlio). Prima di loro a cadere sotto i colpi dei killer Salvatore Milano, vecchio ras con ancora ambizioni di comando, Antonio Avolio, indicato come vicino ai Cifrone come emerso dalle ultime ordinanze di custodia cautelare e infine Giuseppe Tipaldi, giovane ras figlio di Gaetano Tipaldi ‘Nanà’ che si sarebbe messo in rotta di collissione con il neonato gruppo.

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