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Foto di repertorio

Il Governo Draghi continua a lavorare al prossimo decreto emergenza che stabilirà anche i nuovi criteri per la zona gialla, arancione e rossa. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, annuncia che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento peserà di più “il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori”.

Sembra ormai certo che il green pass sarà rilasciato, in linea con l’Ue, solo con la seconda dose. Resta l’ipotesi di un lasciapassare alla francese includendo, oltre ad aerei, treni ed eventi, anche ristoranti, palestre e piscine al chiuso. Secondo diversi componenti del Comitato Tecnico Scientifico – che sarà riunito sul tema tra lunedì e martedì – bisogna “dare maggiore significatività al green pass”.

CAMPANIA ZONA GIALLA?

Alcune regioni si avvicinano al giallo nelle prossime settimane, visto il trend di aumento dell’incidenza dei contagi in Sardegna, Sicilia, Veneto, Lazio e Campania. A scongiurarne nuove chiusure sarà un nuovo cambio di rotta sulla valutazione dei parametri.

“Si parla di zone gialle e se dovessimo tornarci la metà delle responsabilità resta del Ministero della Salute e del Commissario al covid. E’ vero che c’è un aumento dei contagi ma bisogna ragionare non sul numero dei positivi ma sulla quantità dei posti letto occupati nelle terapie intensive e negli ospedali“, ha dichiarato ieri Vincenzo De Luca.

L’AUMENTO DEI CONTAGI

Intanto aumentano i contagi tra i giovani mentre due milioni e mezzo di italiani tra gli over 60 sono ancora senza vaccino. Il Governo prepara ad affrontare una settimana decisiva, l’ultima utile per dare una sterzata alla curva dei nuovi contagi, che cominciano a salire spinti dalla variante Delta.

QUESTIONE SCUOLA

L’altra urgenza è il rientro a scuola, quindi, l’immunizzazione dei docenti. In un documento, il Cts fa una forte raccomandazione alla politica affinché ogni sforzo sia fatto per raggiungere un’elevata copertura vaccinale di docenti e non docenti. Il presidente dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Enrico Coscioni, aggiunge: l’obbligo per alcune categorie oltre a quella dei sanitari va esteso “al mondo della scuola e del pubblico impiego, in particolare quando si hanno rapporti obbligati con il pubblico”. Ma, secondo alcuni, i tempi sarebbero troppo lunghi per arrivare a settembre con una legge che vada in questo senso.

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