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Il mistero di Crans-Montana, spariti i documenti sulla ristrutturazione del locale

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Continuano ad emergere dettagli sulla strage del Crans-Montana. Di grande impatto è stata la tragedia nella notte tra mercoledì 31 dicembre 2025 e giovedì 1 gennaio, causando 40 morti e 116 feriti. Dalle indagini ed il materiale sequestrato, emergono nuovi dettagli. Non c’è nulla sui lavori che si svolsero dieci anni fa a Le Constellation, locale in Svizzera protagonista dell’incendio. 

LE DICHIARAZIONE DEI MORETTI 

A confermare la mancanza di documentazione amministrativa della ristrutturazione, è stato lo stesso proprietario Jacques Moretti al Pm, dieci ore dopo l’accaduto. La ristrutturazione del locale è avvenuta nel 2015, ma non è documentata. La giustificazione sarebbe la rovina dei documenti, a causa di alcuni allagamenti avvenuti negli ultimi 2 anni.

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L’uomo si trova ancora nel carcere di Sion, in attesa che il tribunale definisca l’importo della cauzione. La moglie è libera, ma con l’obbligo di firma e il divieto di espatrio. Fondamentale è chiarire la questione dei lavori effettuati di quell’ex bunker antiatomico di 250 metri quadri, per arrivare a risolvere uno dei tanti punti cruciali dell’indagine.

Sono devastato. Avevo a cuore di accogliere le persone in un luogo dove non dovessero affrontare pericoli. Mi sento responsabile per non aver saputo proteggerle” queste le parole durante il primo interrogatorio del proprietario del locale, che non era presente durante l’incendio. L’uomo è arrivato dopo essere stato chiamato da sua moglie Jessica.

La donna che ha poi proceduto a spiegare la pianta della struttura durante le varie dichiarazioni “Ci sono due uscite di sicurezza – ha affermato – una nell’interrato che porta nella tromba delle scale della palazzina e una a piano terra dove la porta principale è indicata anche come uscita di sicurezza“. La donna continua con le indicazioni “poi c’è una porta di servizio che dà accesso alle gallerie commerciali”, aggiunge, “ma non è indicata come uscita di sicurezza“. Di quest’ultima nell’interrogatorio afferma “l’abbiamo scoperta chiusa e bloccata, con altre due persone l’abbiamo forzata e ha finito per cedere aprendosi all’esterno…ci siamo imbattuti in 5 o 6 persone inanimate, a terra, ammassate dietro la porta“. Tra queste persone c’era anche la cameriera 25 enne Cyane Panine, che ha incendiato la schiuma fonoassorbente del soffitto con la candela sulla bottiglia di champagne.

LE FAMIGLIE DELLE VITTIME A PALAZZO CHIGI 

Le famiglie delle vittime non devono essere lasciate sole“, queste le parole della premier Giorgia Meloni. La quale ha espresso la sua vicinanza per la tragica storia. I familiari sono stati convocati per un incontro a palazzo Chigi, dove vedranno il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli.

Questo incontro servirà principalmente a “coordinare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in territorio elvetico sia in quello italiano, e a valutare le possibili iniziative da intraprendere”

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