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Il presidente uscente dell’Anm: “Cori magistrati a Napoli? Non ci vedo nulla di male”

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“I cori dei magistrati di Napoli? “Io ho un carattere diverso, non ho festeggiato in quel modo. Credo però che certe manifestazioni siano frutto della tensione, della preoccupazione accumulata da ambo le parti in questo periodo. Quindi, in qualche modo, credo ci sia stata una temporanea apertura a sfogo di questa tensione. Non credo che siano state manifestazioni strutturali: quando c’è una grossa aspettativa può capitare di avere dei comportamenti non riconducibili alla nostra normalità, non ci vedo nulla di grave”.

“Certo, se si ripetessero tutti i giorni sarebbe preoccupante ma nel momento in cui si apre una bottiglia, dopo una lunga pressione, ci può stare non si sia completamente impeccabili. Anzi, non vorrei fosse l’ennesimo motivo di polemica, visto che c’è tanto da fare”. A parlare, ospite di Rai Radio1, a Un Giorno da Pecora, è il presidente dimissionario dell’Anm, Cesare Parodi.

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“Mi sono esposta sul Sì perché credo che le correnti danneggino la magistratura, dando vita una casta fortemente politicizzata, come dimostrano i festeggiamenti e i cori della sottosezione Anm di Napoli, un vero danno all’immagine per i magistrati”. Non fa passi indietro ma rilancia il suo attacco ai giudici politicizzati Annalisa Imparato, sostituta procuratrice della sezione reati comuni della Procura di Santa Maria Capua Vetere, unica pm ad essersi “schierata apertamente” per il Sì nell’ufficio giudiziario casertano, anche se nel segreto dell’urna, dice, “qualche altro pm potrebbe aver barrato la casella del No”.

“Ho ricevuto attestati di stima da cancellieri, appartenenti alla polizia giudiziaria e dagli avvocati, ma non dai miei colleghi. Anzi – precisa -, negli ultimi giorni ho ricevuto anche da magistrati messaggi offensivi per la mia posizione”.

Aimi (Csm): “Solidale con pm Imparato, a Napoli spettacolo indegno”

“Scene irriguardose, anche nei confronti di colleghi, e manifestazioni come il coro da stadio “chi non salta la Imparato è”, rappresentano il segnale di una incapacità di contenere istinti che non fanno onore all’ordine giudiziario nel suo complesso. Ancora più grave appare l’utilizzo di aule giudiziarie – luoghi deputati alla funzione più alta e sacra dello Stato, quella di rendere giustizia nel nome del popolo italiano – trasformate in contesti impropri, con brindisi e festeggiamenti che rischiano di apparire, agli occhi di una larga parte dei cittadini, come uno spettacolo inopportuno se non indegno”.

Il consigliere laico del Csm Enrico Aimi (Forza italia), esprime solidarietà alla pm di Santa Maria Capua Vetere Annalisa Imparato, e punta l’indice contro quello che appare come ”un vero e proprio regolamento di conti interno alla magistratura”, “un’eccitazione smodata che non si addice a chi dovrebbe avere, quali primi requisiti, quelli dell’equilibrio, della misura e del senso delle istituzioni”.

“L’impressione diffusa è che sia caduta una maschera, lasciando intravedere il volto di una giustizia percepita come faziosa”, sottolinea ancora Aimi per il quale ora si pone la questione della “separazione tra magistratura e politica. È un nodo che non può più essere eluso, se si vuole restituire piena credibilità al sistema giudiziario”. “La Magistratura ha il dovere di non essere di parte e assumere atteggiamenti discriminatori, in particolare, per coloro che hanno espresso opinioni difformi e che oggi non devono sentirsi esposti a pressioni, intimidazioni o dinamiche di isolamento. È su questo terreno che si misura la credibilità delle istituzioni” conclude Aimi.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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