Le ultime indagini condotte contro il clan Senese hanno svelato la presenza della famiglia Di Lauro a Roma. Il Romanzo Criminale della cosca di Secondigliano emergerebbe nel dicembre 2022 quando il gruppo di Abramo ‘Pluto’ Ettore, legato alla mala capitolina, commette un errore.
Marco Baiocchi avrebbe inviato Daniele ‘Bove’ Salvatori e Valerio Fabrizio da un gioielliere per costringerlo a consegnargli un orologio da 18mila euro, tutto questo a nome di Pluto. L’orologio si sarebbe rivelato poi essere di proprietà dei Di Lauro che controllavano di fatto l’attività commerciale.
L’orologio del clan Di Lauro
Venuto a conoscenza del caso, Baiocchi si sarebbe rifiutato di ricevere da Salvatori l’orologio e sarebbe riuscito a chiarire la situazione con il clan napoletano, convincendo gli stessi che Bove aveva preso un’iniziativa del tutto personale addossandogli così l’intera responsabilità dei fatti.
Tramite i loro referenti a Roma, i Di Lauro avrebbero contattato più volte lo stesso Salvatori chiedendogli la restituzione dell’orologio: una richiesta sempre rifiutata. A quel punto, i Milionari si sarebbero rivolti direttamente ad Abramo in quanto “capo” di Salvatori e poiché nel corso dell’estorsione l’emissario avrebbe fatto proprio il nome di Pluto. Anche Abramo avrebbe cercato di prendere in ogni modo le distanze da Salvatori e di sostenere con i “napoletani” la propria estraneità alla vicenda estorsiva.
Nel maggio 2023, è stata intercettata anche una conversazione tra Abramo e Baiocchi, quest’ultimo avrebbe parlato di Salvatori e delle tensioni con un’altra famiglia malavitosa, non i “napoletani” loro amici, i Senese. Dunque sarebbe stato lo stesso Abramo a dire al suo sottoposto di aver capito a chi si stesse riferendo e di indicarli come “… quelli con la D..“. Per la DDA di Roma si tratta di un chiaro riferimento al clan di Secondigliano.
Dall’estorsione al sequestro
Rapimento con riscatto da 200mila euro, l’ordine arrivò dai Di Lauro

