Il Senato vota per il primo disco verde al dl sulla caccia e le opposizioni insorgono, insieme alle associazioni ambientaliste, contro un provvedimento ribattezzato legge sparatutto. Il testo infatti, che riforma una legge del 1992, estende sia le aree di caccia consentite, fino ad arrivare alle aree demaniali, ai boschi pubblici e alle spiagge sia le specie di animali cacciabili.
Per le opposizioni comunque il provvedimento è incostituzionale, andando espressamente contro l’articolo 9 che ha introdotto il concetto di tutela ambientale, di protezione della biodiversità e della sostenibilità ambientale anche per le future generazioni. 80 i voti favorevoli a Palazzo Madama 56 i contrari e adesso il disegno di legge passerà alla Camera. Il provvedimento definisce la caccia come un’attività a tutela dell’ambiente, della sua biodiversità e degli ecosistemi, i cacciatori diventano dei bioregolatori. Aumentano anche le specie di animali catturabili e il lupo non sarà più una specie particolarmente protetta come è adesso.
Cosa cambia con la riforma
In primo luogo, i cacciatori diventano bioregolatori. Cambia il ruolo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale): il suo parere non sarà più vincolante ma consultivo e le Regioni potranno discostarsi dalle indicazioni dell’Istituto nella definizione del calendario venatorio, motivando la decisione. I calendari venatori potranno anche essere estesi alle fasi di migrazione e nidificazione consentendo l’attività anche oltre il tramonto. Il testo estende le finestre temporali e le aree in cui è permesso sparare. La pratica viene consentita anche in aree demaniali come le spiagge, i parchi pubblici e le aree protette.
Per la caccia di selezione al cinghiale si autorizza l’uso di strumenti ottici e optoelettronici, compresi telemetri, red dot e visori notturni. Aumentano le specie cacciabili come, ad esempio, l’oca selvatica e il piccione di città. Mentre il lupo viene escluso dall’elenco delle specie particolarmente protette.
Il ddl caccia non è appoggiato in modo uniforme dalla maggioranza. “Darò battaglia a Montecitorio” assicura Michela Vittoria Brambilla deputata di Noi Moderati e presidente della Lega italiana difesa animali. “La caccia è inaccettabile violenza e crudeltà sui poveri animali indifesi, per il divertimento di 500mila persone che provano piacere a togliere la vita”, prosegue.
La deputata di Forza Italia, Rita dalla Chiesa, invece è tra le firmatarie di un appello bipartisan per fermare una riforma che “minaccia la biodiversità la sicurezza dei cittadini e la legalità”.
“E’ una vergogna, una vergogna inaudita” tuona Angelo Bonelli. Il deputato di Avs lancia un appello alla presidente del Consiglio: “Chiedo a Giorgia Meloni di fermare questa proposta di legge, così almeno potrò dirle una volta brava. Come può permettere che si possa cacciare nei parchi, sulle spiagge, specie protette dall’oca selvatica allo stambecco?”.

