Si torna in classe anche in zona rossa
Si torna in classe anche in zona rossa

Far rientrare in classe tutti i bambini, dopo Pasqua. Un obiettivo non da poco, quello proposto dalla ministra alle pari opportunità Elena Bonetti. La proposta della ministra riguarda soprattutto i bambini che frequentano gli asili e le scuole elementari nelle zone rosse, circa 3 milioni in tutto, per i quali l’ultimo Dpcm prevede esclusivamente le lezioni a distanza. A differenza di quanto stabilito fino a febbraio scorso quando, in zona rossa, solo le classi dalla seconda media all’ultimo anno delle superiori andavano in didattica a distanza.

L’idea è comunque, dati alla mano, di valutare la situazione dopo Pasqua e prevedere semmai la riapertura delle scuole, come ha sottolineato anche la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti: “Già dopo Pasqua ritengo che in zona rossa, complice l’aumento delle vaccinazioni, dobbiamo rivalutare la possibilità di riaprire la scuola dell’infanzia e almeno la primaria“.

L’ottimismo del Ministro della Salute Roberto Speranza in merito alla prossime settimane e all’ipotesi di un’estate serena hanno trovato d’accordo molti esperti che concordano sulla decrescita prevista del virus. Tuttavia, in molti hanno fatto notare che prima di pensare all’estate bisogna pensare a concludere questo anno scolastico nel migliore dei modi, facendo di tutto per ritornare alle lezioni in presenza in tutta Italia.

Certamente, la prospettiva di un miglioramento della situazione attuale non può che far sperare bene: “Mi auguro che l’estate possa essere più tranquilla, ma non si possono fare previsioni attendibili in tempi che, in questo caso, sono troppo lontani“, spiega Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco e dell’università Statale di Milano. “Prima aspetterei di vedere come vanno alcune cose – precisa Galli – ovvero la diffusione delle varianti, l’andamento di questa ondata e, soprattutto, la campagna vaccinale“.

In estate si torna in classe

“In estate la terza ondata” di Covid “sarà esaurita e nel frattempo saranno arrivati i vaccini in quantità sufficiente per coprire tutte le categorie di rischio. Questo fa ben sperare che non assisteremo ad ulteriori ondate pandemiche“, dice l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, assessore alla Sanità della regione Puglia.

Dello stesso parere Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano: “Credo che, raggiungendo almeno un 20-30% di copertura vaccinale, avremo già dei risultati importanti che ci possano far sperare in una convivenza più serena” con Covid-19.

“Se vacciniamo 45-50 mln di italiani l’estate sarà più serena, ma soprattutto lo sarà l’autunno. Se non lo facciamo, avremo invece un settembre-ottobre davvero bui“, secondo Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma.

Ma, come dicevamo, sono in molti gli utenti che hanno puntato l’attenzione proprio sulla riapertura della scuola come priorità. Appelli a ritornare alla scuola in presenza il prima possibile anche, ovviamente, dal mondo della politica e delle istituzioni.

E primo fra tutti il Ministro Bianchi, che nel suo intervento a “Che tempo che fa” ha ribadito la necessità di aver dovuto sospendere la scuola in presenza nelle zone rosse ma non vuole sentire parlare di scuola chiusa: “Nei mesi passati la scuola ha fatto di tutto per restare aperta, anche nelle zone rosse i bambini fino alla prima media erano a scuola. I nostri insegnanti hanno imparato a usare gli strumenti per la dad, non è vero che scuola è stata ferma, chiusa. Non si è mai fermata, i nostri insegnanti hanno tenuto aperto fin tanto che non si è presentato questo nuovo appuntamento un virus che nel frattempo è cambiato. Non accetto l’idea di una scuola bloccata”.

“È necessario riaprire la scuola appena i dati lo consentono e tutti al Ministero dell’Istruzione stiamo facendo pressione sul Ministero della Salute affinché almeno la fascia 0-6 e la primaria riaprano. La Dad è un surrogato, servono soluzioni e strategie per mettere in sicurezza le scuole”, dice il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso.

 

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