Ci sono i vertici del clan D’Alessandro, un funzionario comunale e anche un geometra, tra le undici persone arrestate dai carabinieri di Torre Annunziata nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (sostituto procuratore Giuseppe Cimmarotta), in cui si ipotizzano, tra gli altri, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto di armi da sparo, corruzione in atti giudiziari, tutti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia.
Gli arresti, emessi dal gip di Napoli Fabrizio Finamore, riguardano, a vario titolo, il boss Vincenzo D’Alessandro, Michele Abbruzzese, Ugo Lucchese, Giuseppe Oscurato, Antonio Salvato, Carmela Elefante, Vincenzo Spista, Angelo Schettino, Giovanni D’Alessandro, Fabrizio Jucan Sicignano e Giuseppe Donnarumma.
Il geometra è accusato di essere a disposizione del clan, al quale forniva informazioni sul funzionamento delle telecamere di sorveglianza cittadine, per consentire agli affiliati di agire senza timore di essere ripresi. Inoltre, avrebbe simulato una compravendita immobiliare per favorire il trasferimento illecito di un appartamento.
Il funzionario comunale, originario di Ercolano e figlio di un esponente politico noto per il suo impegno contro la camorra, è accusato di aver fatto da intermediario, insieme a un altro indagato, in un’estorsione da tremila euro ai danni di un imprenditore.