Sono cinque, al momento, gli indagati noti dell’inchiesta milanese sul sistema arbitrale, ossia quelli di cui si conoscono i nomi, ma da quanto si è saputo le persone iscritte sarebbero di più, anche perché alcune ipotesi di frode sportiva sono contestate in concorso con “più persone”.
In procura si respira un clima di tensione, che sembra legato alla gestione dell’indagine da parte del pm rispetto ai vertici dell’ufficio.
Nessuna comunicazione formale è stata rilasciata a riguardo. Dal 25 aprile, giorno dell’arrivo delle notifiche degli inviti a comparire a Rocchi e Gervasoni, non c’è stata alcuna nota ufficiale.
L’Inter e i suoi dirigenti non sono indagati
Nell’ambito dell’inchiesta per frode sportiva “l’Inter e i suoi dirigenti non sono indagati”. Lo si apprende da fonti qualificate della procura di Milano. Le persone iscritte nel fascicolo d’indagine sono tutte legate al mondo arbitrale e le partite finite nel mirino del pm Maurizio Ascione sono quattro o cinque e non sono di questo campionato.
Cosa sappiamo dell’inchiesta
Al momento, si sa che nell’inchiesta, coordinata dal pm di Milano Maurizio Ascione e condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Gdf, sono accusati di ipotesi di concorso in frode sportiva il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, entrambi autosospesi, e gli addetti al Var Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, oltre a Daniele Paterna, indagato per false informazioni al pm.
Da quanto si è saputo, si tratta di un unico fascicolo di indagine che potrebbe essersi formato anche a seguito della denuncia nel 2024 di un avvocato e tifoso veronese dopo Inter-Verona, ossia la partita del gennaio di due anni fa dell’ormai nota gomitata del difensore nerazzurro Bastoni.
Nell’indagine, tra l’altro, è confluito l’esposto dell’ex guardalinee di serie A Domenico Rocca, ascoltato come teste dal pm lo scorso luglio. In particolare, Rocchi risponde di frode sportiva per tre ipotesi: oltre al noto caso di un presunto condizionamento con le “bussate” sulla sala Var in Udinese-Parma del primo marzo 2025, è accusato di aver favorito l’Inter con una designazione arbitrale in una trasferta a Bologna del 20 aprile 2025 e di essersi mosso affinché il “poco gradito” ai nerazzurri Daniele Doveri, secondo il pm, non li arbitrasse nella fase finale del campionato e nell’eventuale finale di Coppa Italia.
In queste due ultime contestazioni si parla di un presunto accordo di Rocchi allo stadio di San Siro “con più persone”, il 2 aprile 2025. Gervasoni, invece, è indagato per Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 per un rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala Var.
Paterna fu convocato come teste dai pm per la vicenda di Udinese-Parma, ma il verbale fu sospeso e lui iscritto per false informazioni al pm. Di Vuolo è stato iscritto in quanto era assistente Var nella partita Inter-Verona, match in cui era “varista” anche Luigi Nasca, il quale lo era anche in Salernitana-Modena. (ANSA).

