Sono 23 le persone arrestate nel blitz condotto contro il clan dei Casalesi. Stamattina la Procura di Napoli, diretta da Nicola Gratteri, ha chiesto e ottenuto le misure cautelari dal Gip del Tribunale partenopeo. Al vertice dell’organizzazione c’erano Carmine e Antonio Zagaria, fratelli del boss Michele detto Capastorta: i due sono stati nuovamente arrestati.
Sono 19 gli indagati in carcere e 4 ai domiciliari: questo è il bilancio dell’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dei Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Caserta contro contro la fazione guidata dal boss Michele Zagaria, detenuto da 15 anni.
Disposta la misura cautelare in carcere anche per Francesco Adinolfi, Aldo Bianco, Carlo Bianco, Andrea Bortone, Filippo Capaldo, Rolando D’Angelo, Giuseppe Granata, Biagio Ianuario, Carmine Iavarone, Franco Lombardi, Alfonso Ottimo, Pasquale Padulo, Giacomo Penna, Giovanni Riccio, Angelo Antonio Salvati, Biagio Vallefuoco. Finiscono ai domiciliari Ivano Balestriese, Armando Iaiunese, Carlo Pellegrino, Biagio Sagliocco.
Indagine sul clan dei Casalesi, le parole del Procuratore Gratteri
“La famiglia Zagaria resta una camorra di serie A, con tutti i reati tipici e classici di un’organizzazione mafiosa. Addirittura bisognava pagare la mazzetta anche per un passaggio di proprietà, per l’acquisto di un terreno o di un’attività commerciale. La famiglia voleva il pizzo per qualsiasi attività usuraria, per allargarsi al traffico di droga andando a fare affari con una delle famiglie più importanti della ‘ndrangheta, i Bellocco. E poi ci sono anche proiezioni di riciclaggio all’estero, ad esempio a Dubai“. Lo ha detto il Procuratore della Repubblica Gratteri nel corso della conferenza stampa convocata negli uffici della Procura per illustrare l’indagine che ha portato all’arresto dei familiari di Michele Zagaria, Carmine e Antonio.
L’inchiesta è partita oltre 5 anni fa e attualizzata su input del procuratore capo e dell’aggiunto Michele Del Prete, con l’impiego dei carabinieri del comando provinciale di Caserta e il Ros. “Nel corso dei decenni – ha aggiunto Gratteri – la famiglia Zagaria ha infettato e infestato tutta Italia, anche all’estero, partendo dalla provincia di Caserta. Questa è un’indagine molto importante che parte da lontano e che è iniziata quando io non ero ancora a Napoli ed è rimasta un po’ ferma”.
Arrestati i fratelli e il nipote del boss Zagaria, 23 arresti nel blitz

