Era scampato due mesi fa ad un agguato. Era il 24 febbraio quando Bernardo Torino, conosciuto negli ambienti criminali con l’appellativo di ‘o limon, era stato affiancato dai sicari su Corso Marianella (leggi qui l’articolo). Tre colpi che riuscì a schivare per poi raccontare di essere rimasto vittima di una rapina. Racconto che non ha mai convinto gli inquirenti che da allora erano sulle sue tracce controllandone i movimenti. Lo stesso Torino da allora girava armato nel quartiere e per tale motivo, ieri pomeriggio, è stato arrestato.

L’inseguimento a Miano

Ad entrare in azione i carabinieri motociclisti del nucleo radiomobile di Napoli che lo hanno sorpreso in via Miano mentre era a bordo di uno scooter, come passeggero. I due centauri, quando hanno notato la pattuglia hanno invertito il senso di marcia e sono fuggiti. La loro corsa in moto è terminata poco dopo, lungo la stessa Via Miano. La fuga è continuata a piedi ma Torino è stato raggiunto e immobilizzato in un parco condominiale da uno dei militari che si era messo sulle sue tracce. Perquisito, è stato trovato in possesso di una Glock 17 con un colpo in canna e 10 all’interno del serbatoio, tutti calibro 9 x 21. L’arma è risultata oggetto di furto e sarà sottoposta ad accertamenti dattiloscopici e balistici per verificare se sia stata utilizzata in fatti di sangue o intimidazione. Torino, finito in manette, è stato così portato presso il carcere di Poggioreale. Adesso in tutto il quartiere è caccia al complice. I due giovani ras potrebbero aver un ruolo nelle tensioni registratesi nelle ultime settimane nel quartiere.

Il profilo di Bernardo Torino

Torino non vanta precedenti con la criminalità organizzata: il suo ultimo arresto è per una rapina avvenuta a Pescara nel 2014. Insieme a due complici tentò un raid ai danni di due rappresentanti di preziosi. Le indagini sul suo ferimento sono affidate ai carabinieri. Bernardo Torino è il cugino di Luigi Torino (figlio di Salvatore ‘o gassusar) anch’egli ferito in un agguato avvenuto nel giugno del 2019 (leggi qui l’articolo). L’ uomo, raccontò agli inquirenti di essere rimasto vittima di un tentativo di rapina nella vicina Secondigliano, racconto che non convinse le forze dell’ordine (indagini affidate ai carabinieri di concerto con la polizia). Tante, troppe le incongruenze a cominciare dal ritrovamento fatto dagli agenti tra via Marsala e vicolo Operai (dove Torino ha la residenza): una pistola calibro 9, uno scooter abbandonato, un Piaggio Liberty, e quattro bossoli calibro 9×21. Oltre a questi elementi c’era appunto la parentela dell’uomo: Luigi infatti è figlio di Salvatore Torino ‘o gassusar ex boss dei Lo Russo poi ‘migrato’ alla Sanità dove, all’inizio degli anni Duemila, è stato protagonista di una sanguinosa guerra contro i reduci del clan Misso-Pirozzi.

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