La Procura di Napoli, in una nota, smentisce l’indiscrezione del Tg1 che aveva parlato di ulteriori indagini su altri due trapianti sospetti all’ospedale Monaldi, dopo il caso del piccolo Domenico Caliendo, morto per un trapianto con un cuore danneggiato.
L’autopsia sul corpicino del piccolo è stata disposta per martedì.
La ricostruzione degli operatori sanitari sul ghiaccio nel box
Intanto uno degli operatori sanitari dell’ospedale di Bolzano da cui è partito il cuore ‘bruciato’ ha raccontato agli inquirenti: “Sono stato io a versare il ghiaccio nel box dove era contenuto il cuore, ma abbiamo solo eseguito le direttive dell’equipe di Napoli”, ha fatto mettere a verbale. Secondo l’operatore, dopo l’espianto la chirurga “si è rivolta a me chiedendomi: ‘mi serve un contenitore di plastica’, intendeva un contenitore per il cuore. Io le ho risposto che non ne avevamo. Poi le ho fatto vedere i barattoli di istologia, dove mettiamo i pezzi anatomici”. Si tratta di contenitori in plastica non sterili. “Ha detto che andava bene, così gliel’ho dato”, ha affermato l’infermiere.
Poi sarebbe arrivata la richiesta del ghiaccio. “Ad un certo punto – dice l’oss – sono stato avvisato in sala che il ghiaccio era pronto. Sono uscito in presala operatoria, ho preso la scatola di polistirolo col ghiaccio, sono rientrato, l’ho mostrato alla chirurga di Napoli, e le ho detto ‘questo abbiamo’. Le ho chiesto se andasse bene e lei ha detto di sì”, riporta ancora il giornale Alto Adige. L’equipe di Napoli – sempre secondo l’oss – aveva un contenitore per il trasporto dell’organo “come quelli per il campeggio”. Dentro il ghiaccio al suo interno era semi sciolto”.
Domenico morto al Monaldi, l’espianto avvenuto 4 minuti prima dell’arrivo del cuore sano


