L’ANVVFC Giugliano – ODV esprime tutta la sua preoccupazione su come si intenda condurre le operazioni del Centro Operativo Comunale. Infatti essa teme, forte degli oltre 160 gg trascorsi in servizio, che venga perpetuato il quiescente modus operandi che ha caratterizzato gli ultimi mesi, nelle medesime condizioni. Proveremo a chiarire i motivi di tale angoscia proponendo una lista di negligenze oggettive rilevate nei mesi trascorsi al COC, negligenze che hanno condotto questa associazione, dopo ripetute contestazioni, a lasciare il servizio e il responsabile della funzione volontariato a rimettere le proprie dimissioni.

STRUTTURA FATISCENTE
Il Testo Unico della Protezione Civile cita:
“Il Centro Operativo Comunale dovrà essere ubicato in un edificio non vulnerabile ed in un’area di facile accesso” – Metodo Augustus
⦁ Struttura sismicamente sicura
⦁ Accessibile ai cittadini
⦁ Avente spazio per le manovre di mezzi pesanti

E’ possibile aggiungere che i volontari che volessero prestarvi comunque servizio, non potrebbero per più di qualche ora. Infatti i servizi(Unisex) sono ampiamente sotto gli standard igienici.

FUNZIONI INVENTANTE
Contrariamente a quanto riportato sul decreto sindacale dello scorso novembre in merito al COC, le uniche funzioni che trovano riscontro normativo nel metodo Augustus sono:

⦁ Tecnici scientifici / Pianificazione
⦁ Sanità / Assistenza sociale
⦁ Volontariato
⦁ Materiali e mezzi
⦁ Servizi essenziali e attività scolastiche
⦁ Censimento danni / persone / cose
⦁ Strutture operative
⦁ Telecomunicazioni
⦁ Assistenza alla popolazione

Non solo alcune delle elencate funzioni decretate sembrerebbero inesistenti (Non normate), ma a giudicare dalla presenza al COC, inesistenti persino i loro referenti.

USO IMPROPRIO DEL VOLONTARIATO
Chiamando ancora in causa il D.lgs 1/18 e facendo un’opportuna parafrasi della parte che si intende prendere in considerazione,
Il volontario di protezione civile è l’appartenente ad organizzazioni iscritte nel Registro Nazionale o Regionale di Protezione Civile e che abbia una formazione specifica, oltre quella in materia di sicurezza sul lavoro.

Contrariamente a quanto sopra descritto, soprattutto nella prima fase del “COC II”, nel mese di novembre, si è assistito ad una massiccia presenza di volontari, molti dei quali senza nessuno dei citati requisiti.

MANCANZA DI PROTOCOLLO

Sebbene durante il periodo del primo lockdown, al netto di quella che era un’inaspettata emergenza, i volontari, senza indugio, hanno messo in gioco la propria salute, nel secondo periodo hanno chiesto delle rassicurazioni.
⦁ Protocolli di sicurezza
⦁ Tamponi periodici
⦁ DPI

Per i tre mesi successivi non sono stati effettuati tamponi, è stata affidata 1 mascherina ogni 100 necessarie, è stato concesso un termometro per 3 gg, ma solo dopo richieste insistenti a diversi consiglieri.

SI CHIEDE QUINDI

⦁ Rispetto delle norme e delle leggi
⦁ Rispetto per i volontari
⦁ Rispetto per i cittadini

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