L’amante aspetta un bimbo, lui la uccide a coltellate. La moglie di Antonio: «E’ mio marito, non lo abbandono»

«Un mostro, un orco, come lo hanno definito in tutte le maniere possibili immaginabili, in perché quella giornata lo è stato, non lo nego, è stato tutto questo. Però nella sua passata vita, nei suoi diciotto anni con me non lo era». Sono le parole rilasciate a News Mediaset di Maria Cagnina, la moglie di Antonino Borgia, l’uomo che ha ucciso a coltellate e bastonate l’amante Ana Maria Lacramioara Di Piazza a Partinico, in provincia di Palermo. L’autopsia ha confermato la gravidanza della giovane donna di 30 anni. Era quasi al quarto mese di gravidanza e aspettava un maschietto. Inoltre, il medico legale ha appurato che la donna è stata colpita da almeno dieci coltellate, quello fatala alla gola. Il suo assassino è in carcere come deciso dal gip del Tribunale di Palermo che ieri sera ha rigettato la convalida del fermo ma ha emesso la misura cautelare. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto Annamaria Picozzi e del sostituto Chiara Capoluongo e condotta dai Carabinieri.

Nel corso dell’interrogatorio, l’indagato si è detto «pentito». Borgia, che aveva una relazione con la donna da circa un anno, ha confessato l’omicidio dopo un lungo interrogatorio. Nella sua versione dei fatti continua a ripetere che la vittima lo ricattava, che voleva rivelare alla moglie la loro storia. Una versione che viene contestata dalle amiche di Ana. Secondo Borgia, l’amante gli avrebbe rivelato di aspettare un figlio da lui, minacciando di rivelare la circostanza alla compagna dell’uomo.

«La strada dove è passato il furgone e dove Ana ha tentato la fuga era molto trafficata in quelle ore della mattina – ha detto il comandante della compagnia di Partinico Marco Pisano che ha condotto le indagini – Abbiamo ricevuto una sola telefonata di una donna che si trovava a passare in quel tratto di strada. Donna che non era del comprensorio. Noi ci aspettavamo molte più telefonate ed invece ne è arrivata una sola».