Perugia resta la provincia umbra con la maggiore densità di imprese a rischio di infiltrazione mafiosa. Anche se le quattro interdittive antimafia adottate dalla Prefettura del capoluogo di regione nei confronti di società agricole e zootecniche che sarebbero collegate alla mafia foggiana, sono state le prime di questo 2026 mentre in Provincia di Terni, già tre provvedimenti avevano riguardato un’impresa edilizia e società del settore trasporti e autonoleggio. Negli ultimi cinque anni, però, i dati sulle interdittive antimafia certificano una netta prevalenza di questi provvedimenti nel perugino, con il record di 13 nel 2021 mentre a Terni non ci sono stati provvedimenti della Prefettura tra il 2019 e il 2023. ‘Ndrangheta e camorra sono le mafie italiane con la maggiore capacità di investimento di capitali illeciti in Umbria.
Le ultime interdittive riguardano però un potenziale collegamento con la mafia foggiana e un settore che finora non era stato sotto i riflettori: quello agricolo, che le organizzazioni mafiose utilizzano, anche all’estero, per truffe sui contributi europei. Il comparto più a rischio resta però l’edilizia. E i dati relativi al cratere del sisma 2016 lo testimoniano. Quando la ricostruzione in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo è entrata nel vivo le interdittive antimafia sono aumentate esponenzialmente: 18 nel 2023, 26 nel 2024 e addirittura 30 nei primi sette mesi dello scorso anno, ultimo dato ufficiale disponibile

