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Le intercettazioni della famiglia Sempio: “Garofano e Tizzoni temono esca altra verità su Stasi”

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Nuovi dettagli emergono dalle intercettazioni della famiglia di Andrea Sempio, attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Nelle conversazioni telefoniche, i genitori del 38enne ripercorrono i diversi passaggi delle indagini e manifestano perplessità sui rapporti tra l’ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano e l’avvocato della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni.

In una delle telefonate, Daniela Ferrari commenta proprio il rapporto tra i due: “Garofano e Tizzoni – afferma Daniela Ferrari in un’intercettazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano – hanno paura che esca fuori un’altra verità rispetto alla colpevolezza di Stasi. Non si spiega come mai hanno paura se sono certi di aver fatto le cose bene all’epoca”.

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Le conversazioni risalgono all’autunno del 2025, quando Sempio avrebbe espresso ai familiari i propri dubbi sull’amicizia tra Garofano e Tizzoni. Secondo quanto emerge dalle intercettazioni, l’ex generale sarebbe stato considerato vicino alle posizioni dell’avvocato della famiglia Poggi, al punto che Sempio avrebbe riferito: ‘Garofano sarebbe stato pronto a fare “qualsiasi cosa gli dicesse Tizzoni’.”

Poco dopo, Garofano ha rinunciato all’incarico di assistere Sempio sotto il profilo tecnico-scientifico nella nuova indagine. Al centro delle divergenze ci sarebbe stata soprattutto la strategia da adottare sull’impronta 33, la traccia parziale di una mano destra individuata sulla parete delle scale della villetta di Garlasco.

Secondo quanto riferito nelle intercettazioni, Sempio avrebbe raccontato anche un confronto diretto con Garofano: “Mi ha detto: ‘Scegli, o me o i tuoi avvocati’. Io gli ho detto: ‘Sei scemo’”.

Le conversazioni riguardano anche le precedenti indagini che avevano coinvolto Sempio nel 2017. In particolare, emergono dubbi della famiglia sui rapporti tra uno dei suoi precedenti legali, Federico Soldani, e il carabiniere Silvio Sapone, che si occupava degli accertamenti su Sempio.

Lo stesso Andrea Sempio, parlando con i familiari, avrebbe manifestato il timore che l’avvocato avesse acquisito materiale investigativo: “Non vorrei che davvero Soldani abbia avuto dei contatti con Sapone oltre quelli che so io – sottolinea al telefono l’attuale indagato -. Non vorrei che avesse davvero recuperato delle carte”.

Tra i documenti citati c’è anche la consulenza tecnica “Linarello”, che attribuiva a Sempio del Dna repertato sulle unghie di Chiara Poggi e che era stata allegata all’esposto della difesa di Alberto Stasi. Secondo l’accusa, il documento sarebbe stato ottenuto illecitamente.

Nelle intercettazioni la famiglia affronta anche il filone relativo all’inchiesta per corruzione sull’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, successivamente archiviata. In una delle conversazioni, Daniela Ferrari manifesta al marito Giuseppe Sempio tutta la propria preoccupazione per le conseguenze delle loro decisioni: “Fai quello che vuoi, arrangiati – dice Daniela Ferrari al marito Giuseppe Sempio in una delle registrazioni -. Se poi incasiniamo di più Andrea, andremo a portargli le arance in galera”.

Un altro passaggio riguarda invece il pagamento degli avvocati e l’ipotesi di versamenti in nero. Parlando con il marito, Ferrari chiede chiarimenti sulla scelta di consegnare il denaro: “Come hai fatto a decidere di andare là a pagare in nero, se nessuno ti ha chiesto di portare i soldi in nero? È stata una tua iniziativa?”.

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