Luigi Carella avrebbe avuto il controllo dello spaccio nel Rione Berlingieri. Il ras detto Gigino ‘a Gallina, non indagato nell’ultima operazione condotta contro il clan Liccardi, avrebbe avuto due fedelissimi a gestire i suoi affari ma è recentemente emersa anche la figura del 42enne Salvatore Montanino. Il funzionamento della piazza di spaccio è stato ricostruito attraverso le intercettazioni tra il reggente Paolo Abbatiello, Salvatore Sapio e il cugino di Fulvio Montanino, prima vittima della Prima Faida di Scampia.
C’è un’importante conversazione, captata il 19 dicembre 2022, in cui Montanino, detto ‘o chiatto’, avrebbe raccontato a Sapio di un’incursione del clan Amato-Pagano all’interno del rione Berlingieri. Un esponente di spiccio degli Scissionisti si sarebbe presentato a Secondigliano insieme ai suoi uomini armati, a bordo di 8 moto, sminuendo il ruolo di Carella: “Sta imbasciata la sapeva anche Gigino la Gallina e lui mi disse me ne passa per il cazzo di sto Gigino ma che tengo da vedere… mò succede un po’ di bordello qua“.
Il 42enne si sarebbe occupato per Gigino di spacciare e gli avrebbe pagato anche il pizzo: “Ma poi tutte le settimane tutti i lunedì, lunedì io gli do mille e sette e mille e otto“. Dunque secondo la DDA di Napoli, Montanino si sarebbe lamentato con Sapio della gestione dittatoriale di Carella poiché avrebbe costretto alcuni pusher del Rione Berlingieri a spostarsi in altre zone: “Ha fatto allontanare tanti ragazzi Gigino“.
“Puoi essere anche il genero di Riina”, il messaggio del capo dei Licciardi agli Amato-Pagano


