Neanche il nuovo anno ferma la camorra e la guerra strisciante che da mesi si combatte a Miano dove i Lo Russo e le persone rimaste a loro vicine  sono sempre più sotto attacco. La scorsa notte, approfittando delle botte e dei fuochi per i festeggiamenti, ignoti hanno incendiato alla seconda traversa di via Janfolla la macchina di una persona imparentata a Carlo Lo Russo, ex boss dei ‘capitoni’ e da un paio di anni collaboratore di giustizia che con le sue dichiarazioni ha contribuito non poco a smantellare la rete di connivenze e di malaffare che per trent’anni ha retto le redini criminali a Miano. Non è la prima volta che i Lo Russo subiscono tali attacchi: oltre ai raid contro le auto nei mesi scorsi erano comparse scritte sui muri con la dicitura ‘Ztl Lo Russo’ oltre a striscioni offensivi contro i ‘capitoni’.

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Le ‘attenzioni’ delle forze dell’ordine sono da mesi tutte concentrate sulla zona che nel rione tutti chiamano ‘Abbasc Miano’. E’ lì, nella parte bassa di via Valente che avrebbe la sua roccaforte il gruppo che da mesi ha lanciato il guanto di sfida ai Lo Russo o meglio a coloro che vengono identificati con la ‘vecchia guardia’. Non è un caso che l’ultimo ferimento di mesi fa ha interessato Luigi Torino, figlio di quel Salvatore ‘o gassusar che iniziò la sua ‘carriera’ criminale con Ettore Sabbatino e Giuseppe Lo Russo, l’unico dei fratelli a non essersi pentito, l’unico che non ha condiviso la scelta dei suoi fratelli Salvatore, Mario e ultimo Carlo. Proprio su Giuseppe negli ultimi tempi si erano concentrate le attenzioni degli investigatori visto che, stando alle ultime informative, sotto la sua figura carismatica si erano riuniti alcuni ‘irriducibili’ dei tempi che furono.

Dopo di allora una sorta di tregua fino a quando in vico Cotugno una molotov è stata lanciata contro l’abitazione di Luigi Cifrone, ras parte di quel gruppo di ‘Abbasc Miano’ che in questi mesi ha reclamato a suon di stese e intimidazioni armate la propria autonomia. Gruppo formato da giovani ras che si sono sentiti ‘traditi’ dai loro ex capi, giovani  ambiziosi come i Perfetto, i Cifrone,i D’Errico, i Balzano, gli Scarpellini: sono loro, secondo le forze dell’ordine, ad aver lanciato una campagna di ‘apartheid’ contro gli ex capi con striscioni, scritte sui muri (‘Ztl Lo Russo’) e continue minacce a chi in un modo o in un altro è legato al vecchio clan. L’attentato incendiario di ieri pomeriggio però ha ben altra valenza: gli investigatori avrebbero avuto conferma di una ‘scissione nella scissione’ in atto nella malavita di Miano, gli alleati di un tempo si sarebbero sfaldati e dunque adesso ci sarebbero ben due formazioni pronte a farsi guerra, i Cifrone appunto (alleati con i Perfetto) da un lato, i D’Errico-Balzano-Scarpellini dall’altra. Cifrone (insieme al fratello) è da ieri irreperibile e il timore è che possa esserci ben presto la ‘risposta’ dei due ras. L’unica cosa che tiene uniti questi gruppi resta la comune avversione contro il clan in cui un tempo militavano.

 

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