Lo Stato nella roccaforte del clan ad Arzano, giù gli abusi edilizi: urla e caos all'arrivo delle forze dell'ordine

Giù gli abusi edilizi nella roccaforte del clan. Stamattina sono iniziate le operazioni di abbattimento del rione 167 di Arzano. Polizia, carabinieri e agenti della municipale hanno circondato le palazzine. Sono stati vissuti attimi concitati perché non appena è iniziato l’intervento i residenti hanno reclamato. Urla, caos contro le forze dell’ordine che intimavamo di lasciare le case. Una donna ha accusato un malore ed è intervenuto il 118.

ARZANO. Morra: “Efficace azione di ripristino della legalità”

All’alba di stamane oltre 50 uomini tra agenti della polizia di stato, carabinieri, agenti della polizia locale, che hanno dato ausilio a vigili del fuoco , operai della ditta edile, croce Rossa, assistenti sociali, Enel.

Iniziate le operazioni di demolizione con un vero e proprio assalto al fortino per ripristinare la legalità dove spesso la “sentinella” di turno è presente per riportare ciò che succede nel rione. Abbattute case, demolite grate di ferro, liberati i terrazzi e tolti un cancello presso l’abitazione di un esponente del clan.

Uno degli alloggi recuperati era in uso a un pregiudicato, imparentati con un esponente del clan finito in carcere qualche giorni fa.

Nello specifico si tratta di un porticato trasformato in un lussuoso appartamento, ed un giardino. Soddisfazioni dell’Antimafia.

Soddisfazioni dall’Antimafia, da parte dei senatori Sandro Ruotolo e Nicola Morra, del deputato Andrea Caso e di tutta la comunità arzanese che ha voglia di riscatto in una città che da anni è stata al centro del malaffare.

Il Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra ha annunciato un’importante azione di ripristino della legalità ad Arzano:

Stamattina ad Arzano, in provincia di Napoli, è in atto un’importante azione di ripristino della legalità coordinata dalla Prefettura partenopea. Abbattimenti di manufatti abusivi, sgomberi di case occupate da parte di soggetti legati alla criminalità organizzata, insomma recupero di una situazione di diritto.

Come in altre occasioni, non è soltanto un’azione di contrasto ad abusi edilizi, ma è il ripristino delle regole, perché lì nelle periferie di comuni troppe volte dimenticati, soprattutto dalla politica delle regole, impera la politica del più arrogante.

Arzano è, fra l’altro, all’analisi della commissione Antimafia per le prossime elezioni comunali dopo lo scioglimento per infiltrazioni di stampo camorristico. Ecco, accendiamo un faro su comuni che necessitano di legalità per ridare fiducia alla maggioranza onesta e laboriosa dei cittadini.

Noi, lo Stato di diritto e delle regole, dobbiamo esserci perché solo così si fa reale azione politica, educando al rispetto di se stessi oltre che degli altri”.

Agguato tra Arzano e Casoria, nel mirino il gruppo delle Palazzine

Un attacco diretto al gruppo delle Palazzine di Arzano, quello della 167. È l’ipotesi maggiormente presa in considerazione per cercare di inquadrare il movente dell’agguato costato quasi la vita a Raffaele Liguori, 31enne esponente di spicco del gruppo capeggiato da Pasquale Cristiano, ‘costola’ degli Amato-Pagano. Secondo la prima ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine (indagini affidate ai carabinieri della compagnia di Casoria), Liguori sarebbe stato affrontato da due persone in sella ad una moto che gli hanno esploso due colpi in pieno viso in via Squillace al confine tra Arzano e Casoria. L’uomo adesso è in condizioni disperate all’ospedale Cardarelli dove lotta tra la vita e la morte.

Liguori è stato scarcerato solo pochi mesi fa e in passato era rimasto coinvolto in un’indagine per estorsione per la quale fu anche arrestato. Secondo le prime informazioni trapelate l’agguato potrebbe essere il preludio ad una ripresa della guerra tra gli Scissionisti di Arzano e i ‘nuovi Moccia’. Basti ricordare che in tale contesto era maturato il duplice omicidio Casone-Ferrante, avvenuto in un centro estetico.

 

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