Mafia. Maxi operazione all’alba: in manette l’erede di Totò Riina

La nuova mafia si stava organizzando dalle ceneri della vecchia Cosa nostra di Totò Riina. Stamattina all’alba il blitz del nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha fatto scattare 28 ordinanze cautelari, con le accuse di riciclaggio e associazione mafiosa. Una vasta operazione c che svela una rete di legami mafiosi di boss di vari mandamenti, da Porta Nuova a Resuttana. In cella sono finiti in 24, mentre i restanti 4 sono stati posti ai domiciliari. 

Il perno della riorganizzazione mafiosa sarebbe stato Giuseppe Corona, cassiere in un bar di Palermo, ma in realtà tesoriere di Cosa nostra: sarebbe stato lui a gestire i proventi mafiosi, reinvestendoli in attività lecite intestate a diversi prestanome: bar, tabaccherie e negozi vari.

Corona è finito in cella, insieme alla rete di presunti affiliati e prestanome. Tra i coinvolti anche professionisti, come l’avvocato Nico Riccobene, noto penalista palermitano che è stato posto agli arresti domiciliari.

L’inchiesta, ribattezzata “Operazione delirio” è condotta dal procuratore aggiunto della Dda Salvatore De Luca insieme ai pm, Siro De Flammineis, Amelia Luise, Annamaria Picozzi e Roberto Tartaglia. Le ordinanze sono state firmate dal gip Amelia Luise.

Oltre ai 28 arresti, sono state eseguite perquisizioni e sequestri di società e immobili per diversi milioni di euro.