II Giudice dell’Udienza Preliminare dott. Antonino Santoro ha disposto il giudizio per il boss Giuseppe Monfregolo e per Antonio Alterio, esponenti del clan della 167 di Arzano. Monfregolo attualmente detenuto nel carcere in Sardegna, insieme ad altri esponenti del clan dela 167 di Arzano (altri 3 soggetti che all’epoca erano minori, ndr) quale mandante-istigatore è accusato di aver compiuto tre raid notturni del 2018, tre cortei-stese di auto e moto in sfilata sotto casa del noto giornalista anticamorra Mimmo Rubio, che da allora è sotto scorta. Secondo l’accusa esplosero batterie di fuochi, arrivando finanche al lancio di una potente bomba carta direttamente sul balcone dell’ abitazione del giornalista Rubio che ne provocò ingenti danni, oltre a svegliare tutta la città.
Agli atti del processo, che inizierà a maggio 2025, anche le dichiarazioni rese negli interrogatori dagli ex boss ed attuali collaboratori della giustizia, Pietro e Pasquale Cristiano
Gli attentati intimidatori a Mimmo Rubio ordinati dal boss, Fnsi e Sugc: “Mantenere alta l’attenzione”
Gli attentati intimidatori nei confronti di Mimmo Rubio del 2018, per i magistrati che indagano sul caso, erano stati ordinati dal boss del clan della 167 di Arzano Giuseppe Monfregolo. Il ras è stato per questo rinviato a giudizio dal Gup Antonino Santoro che evidenzia come le minacce siano arrivate per la costante attività di denuncia del cronista delle commistioni tra Amministrazione locale e criminalità organizzata. A giudizio è finito anche un quarto complice dei tre esecutori materiali già individuati e finiti a processo. Gli episodi intimidatori sono ben tre e si sono verificati il 27, il 28 luglio e il 29 agosto del 2018. Durante quest’ultimo veniva fatto esplodere un petardo sul balcone della casa del giornalista che danneggiava le imposte della sua abitazione. “Rubio, giornalista sotto scorta, e responsabile per la legalità del Sindacato unitario giornalisti della Campania, continua a subire gravi ritorsioni per il suo lavoro di denuncia. L’ultima ha comportato l’interruzione di un’attività che rappresentava la sua principale fonte di reddito. Per questo è necessario che l’attenzione sulla sicurezza del giornalista resti altissima”, hanno commentato la segretaria della Fnsi Alessandra Costante e la segretaria del Sugc Geppina Landolfo.