Napoli, Francesco Emilio Borrelli
Dopo il malore, l'uomo invece di esser soccorso è stato derubato della propria fede nuziale.

Lo scorso 17 giugno, a bordo di un treno partito da Napoli e diretto ad Ascea, un cittadino di San Giorgio a Cremano, Giorgio D’Amato, ha avuto un malore ed è morto. Qualcuno invece di soccorrerlo ha pensato di sfilargli la fede nuziale dall’anulare e prenderselo. L’appello dei familiari, aiutati anche da Francesco Emilio Borrelli: ”Per noi quell’anello ha un valore sentimentale inestimabile. Restituitecelo”.

L’appello di un conoscente rivolto a Borrelli

La notizia a Napoli ha sconvolto tutti. E’ stato poi divulgato un appello da un conoscente di Giorgio che si è rivolto al Consigliere Regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli. ”Salve sig. Borrelli, un cittadino di San Giorgio a Cremano è stato vittima di un malore sul treno perdendo la vita all’altezza di Capaccio Scalo. La cosa che ha del vergognoso è che gli è stato sottratto l’anello nuziale”, scrive Guido. ”Su quel treno è morto da solo in balia degli sciacalli, stiamo facendo un appello affinché anche in forma anonima ci venga restituito l’anello. La prego ci aiuti..”

Le parole della figlia dell’uomo di Napoli

L’appello precedente rivolto a Borrelli si unisce a quello della figlia dell’uomo, Rossella che da Napoli scrive: ”La fede nuziale è il ricordo più prezioso che possiamo conservare quando perdiamo la persona amata”. Poi, disperata e senza fiducia chiede che l’anello venga restituito anche in forma anonima. ”So che non accadrà perché la coscienza umana avrebbe già dovuto muovere ad un tale gesto ma devo provare comunque a dare sollievo a mia madre, cosa che la tua coscienza non avrà mai”, rivolgendosi a coloro che hanno compiuto tale gesto.

La risposta di Borrelli

Non si è fatta attendere la risposta del Consigliere Regionale Francesco Emilio Borrelli da Napoli ”Siamo davvero senza parole. Compiere un simile atto di sciacallaggio è a dir poco vergognoso. Chi l’ha rubato, se gli è rimasta un po’ di dignità, restituisca la fede. Solo così, chi ha commesso tale gesto, può rimediare contattando la figlia Rossella sul suo profilo Facebook o il sig. Guido al suo numero telefonico”.

 

 

 

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