No alle grandi opere inutili, la mobilitazione l’otto dicembre anche a Giugliano

L’8 dicembre, in tutta Italia, in occasione della “giornata internazionale contro le grandi opere inutili e imposte e in difesa del pianeta” i movimenti e i comitati in lotta a difesa dei territori e della salute – dalla Val Susa alla Sicilia, passando per la Puglia, scenderanno in piazza per mandare un segnale chiaro a chi ancora una volta prova a mettere in pericolo i nostri territori e le vite di chi sui territori ci vive e ci lavora.

Come attiviste, attivisti, cittadine e cittadini da sempre attivi a difesa dei nostri territori e della nostra salute abbiamo deciso di aderire a questa importante giornata lanciando una mobilitazione popolare a Giugliano in Campania, luogo simbolo delle lotte ambientali.

L’8 dicembre scenderemo in piazza contro chi minaccia la costruzione di nuovi inceneritori e impianti nocivi e inquinanti!

Per la bonifica e la messa in sicurezza dei nostri territori; per la difesa della nostra salute!

Abbiamo scelto #Giugliano anche perché ancora oggi si prova a speculare e devastare una terra già fortemente compromessa.

In località Ponte Riccio, infatti, si vorrebbe realizzare un nuovo impianto per lo smaltimento delle #ecoballe, previsto dal piano straordinario definitivo della regione #Campania, figlio di una decennale gestione scellerata del ciclo rifiuti da parte di chi, dal centro destra al centro sinistra, ha danneggiato lo stato di salute dei nostri territori e, quindi, dei cittadini che qui ci vivono. In tale contesto, per non destare ulteriori preoccupazioni da parte della popolazione locale, il piano che darebbe attuazione all’impianto è stato accompagnato da un’ingannevole propaganda della giunta del governatore De Luca sull’intenzione di non costruire un nuovo termovalorizzatore per bruciare le ecoballe nel comune di Giugliano, come previsto dalla precedente giunta di centro-destra guidata da Caldoro, ma di smaltirle inviandone una parte fuori regione e utilizzare la restante parte per alimentare i cementifici sotto forma di CSS, mentre pendeva sulla testa della giunta regionale la spada di Damocle della multa di oltre 20 milioni di euro comminata dalla Corte di giustizia europea, proprio per la gestione dei rifiuti nella regione campana.

PERCHÉ DOBBIAMO OPPORCI A TUTTO QUESTO?

L’impianto previsto a Ponte Riccio, seppur non esplicitamente definito inceneritore, comporterà lo stesso gravi danni alla nostra salute, in quanto le ecoballe, che contengono rifiuti di ogni genere e tossicità, verrebbero trasformate in Combustibile Solido Secondario (CSS), considerato rifiuto speciale, che solitamente viene impiegato in impianti specializzati per il trattamento dei rifiuti, ma grazie ad un decreto legge dell’ex Ministro dell’Ambiente Clini, in Italia il CSS può essere impiegato anche nei cementifici.

L’impianto sorgerà nel sito dell’ex centrale #Enel turbogas di Ponte Riccio, un’area che l’Enel avrebbe dovuto bonificare (cosa mai fatta!) a seguito della dismissione della centrale e che ora la Regione Campania ha acquistato per oltre 4 milioni di euro, proprio per costruirvi il nuovo #ecomostro.

Potere al Popolo – Campania
Stop allo Scempio Ambientale – Giugliano