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“Non compatibile con il carcere”, la falsa perizia per il ras dei Di Lauro

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Non sarebbe stato compatibile con il regime carcerario. Questa era la tesi sostenuta in una perizia psichiatrica fatta ad hoc per Umberto La Monica, elemento di spicco del clan Di Lauro. C’è anche questo dettaglio nell’ordinanza di custodia cautelare emessa contro la galassia professionale vicina ai Contini nell’inchiesta sull’infiltrazione del clan all’interno dell’ospedale San Giovanni Bosco. Gli indagati sono La Monica, la fidanzata, l’avvocato, la dottoressa: dovranno rispondere all’accusa di reato di falso in atto pubblico per la falsa certificazione medica attestante l’incompatibilità del ras col regime carcerario.

Secondo la tesi della DDA di Napoli, il medico psichiatra avrebbe redatto una falsa certificazione, datata 7 maggio 2020, per l’esponente di spicco dei Milionari che è detenuto nel carcere di Secondigliano. La perizia è stata presentata dal legale nel luglio seguente al Tribunale di Napoli poi l’incompatibilità è stata ritenuta falsa.

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La dipendente dell’Asl avrebbe rafforzato l’Alleanza di Secondigliano, in particolare i Licciardi e i Mallardo, fornendo le prestazioni professionali attraverso la mediazione di Salvatore De Rosa detto ‘o Stuort. In cambio delle false perizie, la dottoressa napoletana avrebbe ricevuto soldi per rilasciare anche falsi certificati da usare nelle truffe assicurative.

L’indagine al San Giovanni Bosco

Il 25 febbraio i Carabinieri e la Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, guidata dal Procuratore Nicola Gratteri, nei confronti di De Rosa, Pietro De Rosa, Maurizio Scapolatiello e Salvatore D’Antonio.

La nota dall’ospedale

L’Asl Napoli 1 ha diffuso una nota dopo l’inchiesta sull’infiltrazione del clan Contini nell’ospedale napoletano: “In merito alle ultime notizie circolate circa gli arresti effettuati per attività illecite condotte nel presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco della ASL Napoli1 Centro, si precisa che detti arresti sono l’epilogo di indagini avviate negli anni 2019 e 2020. Oggi si è avuta notizia della chiusura delle indagini di cui sopra. Tutto il personale del presidio Ospedaliero San Giovanni Bosco sta operando in piena continuità senza alcuna problematica di sorta. La Direzione Strategica della ASL inoltre comunica che ha pianificato un potenziamento della struttura del Presidio“.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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