«Odiava Riccio», la decisione del ras di Arzano Napoleone

Da costola degli Amato-Pagano a vero e proprio gruppo autonomo specializzato nel racket e nella vendita di droga. Questo il profilo tracciato dagli inquirenti del cosidetto gruppo della 167 di Arzano. A fare da collegamento tra Scissionisti e gli arzanesi era Renato Napoleone, imparentato con i Cristiano.  “Tale gruppo di nuova costituzione si radica territorialmente in Arzano, ove si apre a nuovi affiliati ed impone proprie regole per la gestione del mercato della droga, prendendo progressivamente le distanze da Riccio Mario, il quale gestiva gli affari illeciti della compagine avvalendosi della collaborazione di uomini (di recente affiliazione), di sua personale fiducia, provenienti da Marano sua terra di origine, che avevano militarmente occupato Melito e Mugnano, area di egemonia del clan”. La cattura di Riccio Mario avvenuta il nel febbraio 2014 ha segnato secondo i magistrati il momento di implosione del clan, con contrapposizione tra vecchi e nuovi affiliati (“melitesi” i primi e  “maranesi” i secondi).

Dalle recenti indagini è emerso come i melitesi, capeggiati da Napoleone, abbia inglobato sia giovani arzanesi sia affiliati al clan Amato-Pagano.  “Le mire espansionistiche del Napoleone e dei suoi fedeli non fossero limitate al settore della droga ma si estendessero anche a quello delle estorsioni, storicamente “mocciano” e che, in definitiva, in tale contesto lo scontro tra le due fazioni sarebbe divenuto fatale, culminato con l’omicidio Casone”. Dalla morte di Casone, la gestione di tutti gli affari illeciti di Arzano è passato al nuovo gruppo capeggiato da Napoleone che per intercessione di Antonio Accurso – quindi dei vertici della Vanella Grassi – aveva preso possesso della lista delle estorsioni ordinariamente praticate ad Arzano dai Moccia.