Si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia. Marco Di Lauro ha scelto la via del silenzio in riferimento alle dure accuse che gli vengono mosse: quello di essere il mandante dell’omicidio di Salvatore De Magistris, patrigno del boss scissionista Biagio Esposito. Il quarto figlio del boss Paolo Di Lauro, difeso dall’avvocato Gennaro Pecoraro, ha dunque preferito non rispondere al gip dopo l’ordinanza notificatagli due giorni fa insieme al fratello Nunzio e ad Antonio Mennetta (leggi qui l’articolo).  I tre, per la Procura, avrebbero ideato e eseguito l’omicidio avvenuto il 30 ottobre del 2004. Decisive le dichiarazioni di Salvatore Tamburrino, l’ex colonnello del clan che si è rivelato poi fondamentale per la cattura di ‘F4’. Quello di De Magistris è uno degli omicidi più cruenti della prima faida. Marco Di Lauro, secondo le prime notizie trapelate, sarebbe stato il mandante di quel delitto.

L’omicidio del patrigno di Biagino Esposito a Secondigliano: le dichiarazioni dei pentiti

A parlare per primo ai magistrati di quel delitto fu però Maurizio Prestieri:«Ho appreso notizie in ordine alla sorte di De Magistris, quando questi era ancora vivo, infatti questa persona è sopravvissuta qualche tempo, all’aggressione subita. Le notizie le seppi da (omissis), mi disse che da De Magistris, Nunzio Di Lauro insieme ad altri due giovani, voleva sapere dove si nascondesse il figliastro, ossia Biagio Esposito detto Biagino, il quale era passato con gli Scissionisti. I giovani lo colpirono con violenza per estorcergli le informazioni che non ottennero, quindi forse non vi era la volontà di ucciderlo ma la violenza era diretta solo ad acquisire informazioni, così mi disse». Anche l’ex ras degli Abete-Abbinante Pasquale Riccio ha parlato di quel delitto:« Quanto gli successe fu una ritorsione dei Di Lauro. Nunzio Di Lauro e Antonio Mennetta prima lo picchiarono e poi gli passarono con la moto sopra. Lui morì in seguito alle notizie riportate».

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