Ucciso per una foto con Lavezzi, ergastolo per mandante e killer di Gianluca Cimminiello

Omicidio Cimminiello - Condannati killer e mandante (Raffaele Aprea - Arcangelo Abete)
Omicidio Cimminiello - Condannati killer e mandante (Raffaele Aprea - Arcangelo Abete)

Una foto insieme al ‘Pocho’ Lavezzi, all’epoca idolo di Napoli, scatenò l’invidia verso il tatuatore Gianluca Cimminiello. Questa mattina, la quarta Corte di Assise di Appello ha confermato la condanna all’ergastolo per Arcangelo Abete, boss degli Scissionisti. Stessa pena per Raffaele Aprea, ritenuto dai giudici l’esecutore dell’omicidio. L’altro componente del commando di morte, Vincenzo Russo, è già condannato al carcere a vita.

Ucciso su ordine degli scissionisti perchè Gianluca aveva reagito ad un pestaggio per aver pubblicato sui social una foto. Si trattava di un fotomontaggio nel quale sembrava che tatuasse il calciatore Lavezzi. Uno dei suoi concorrenti, per gelosia, si era cosi rivolto ai clan e in una prima spedizione punitiva ad avere la peggio era stato il nipote del boss Cesare Pagano. Ne scaturì la decisione di ‘punire’ Gianluca Cimminiello che fu ucciso a Casavatore il 2 febbraio del 2010 dinnanzi al suo negozio, Zendark tatoo.

Giunge così al termine una lunga vicenda dolorosa, una battaglia portata avanti dai familiari del giovane tatuatore. La tenacia della sorella Susy, che da sempre chiedeva giustizia per Gianluca, si è conclusa oggi con il massimo della pena per mandante ed esecutore dell’omicidio.