HomeCronacaOmicidio di Lorenzo Spasiano, le indagini puntano al clan Pecorelli

Omicidio di Lorenzo Spasiano, le indagini puntano al clan Pecorelli

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I carabinieri del nucleo operativo Stella stanno analizzando al setaccio le chat del cellulare di Lorenzo Spasiano che potrebbe aver subito minacce da alcuni ragazzi di Miano. Ucciso forse, ed è al momento la pista più seguita dagli inquirenti se non l’unica, per una vendetta scaturita da un litigio con un ragazzo ancora minorenne per un fallo di gioco su un campo di calcetto, a marzo scorso. Carabinieri e procura ipotizzano il collegamento tra i due episodi e hanno ricostruito altri screzi tra i due giovani, venuti alle mani almeno in due occasioni nelle strade di Miano.

La pista del clan Pecorelli

Si sta concentrando su un 16enne imparentato con un presunto affiliato al clan Pecorelli l‘attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli che sta coordinando le indagini dei carabinieri sull’omicidio di Spasiano. L’agguato è scattato in via Caprera mezz’ora dopo la mezzanotte di martedì. Lorenzo Spasiano, incensurato e fuori da contesti camorristici sia per parentela che per frequentazioni, stava rincasando da solo. Il giovane era a piedi quando si è trovato un killer solitario alle spalle che forse lo ha chiamato per nome: lui si è girato ed è stato freddato da distanza ravvicinato da un proiettile calibro 7,65.

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Lorenzo morto tra le braccia del padre

Toccante e drammatico il racconto del padre di Lorenzo, operatore della Croce Rossa, che ha ripercorso gli ultimi istanti di vita del figlio che ha visto morire tra le sue braccia: dopo aver avvertito gli spari in strada fuori casa, è accorso immediatamente nel disperato tentativo di rianimarlo, per poi accompagnarlo nella corsa contro il tempo verso l’ospedale Cardarelli, rivelatasi purtroppo inutile.

“Nessun genitore dovrebbe mai sopravvivere ai propri figli, è un fatto contro natura”, ha dichiarato il Borrelli. “Ma in questa tragedia c’è anche la beffa più atroce del destino: un uomo, un professionista della Croce Rossa che ha speso la vita per salvare quella degli altri, si è trovato impotente di fronte all’esecuzione del proprio figlio. Al contempo, il fratello di Lorenzo, con una compostezza che stringe il cuore, ha lanciato un appello alla famiglia del killer affinché lo faccia costituire, non solo per dare giustizia a Lorenzo, ma per tutelare altre potenziali vite umane”.

Borrelli ha poi rivolto parole durissime e senza sconti ai responsabili dell’agguato: “All’assassino e alla sua cerchia familiare dico pubblicamente: mi fate schifo. Non avete dignità, non siete veri uomini, non siete vere donne, siete solo la feccia della società. Se vi resta un briciolo di umanità, costituitevi, tanto prima o poi vi prenderanno. La nostra terra è letteralmente avvelenata da gente come voi e dalla vostra cultura criminale. Com’è possibile uccidere a sangue freddo per un fallo durante una partita di pallone? Per voi la vita umana non vale nulla. Chi siete voi per distruggere una famiglia così perbene?”.

Il racconto del fratello

Le grida di Lorenzo Spasiano ascoltate dalla madre

La mamma, accorsa sentendo le grida di aiuto, non avrebbe visto nessuno fuggire. Si è precipitato in strada pure il padre, autista delle ambulanze del 118, che ha prestato il primo soccorso tamponando la ferita mentre la moglie chiamava in lacrime il servizio di soccorso pubblico. Ma Il 21enne, trasportato al Cardarelli, non ce l’ha fatta: troppo grave la ferita ed è morto un’oretta dopo. Lorenzo era appassionato di boxe e alternava lo sport in palestra con il lavoro prima in un panificio e recentemente come muratore. A marzo scorso prese parte a una partita di calcetto a Miano tra amici e conoscenti, tra cui c’era un 17enne.

E proprio con il minorenne ci fu un fallo di gioco, tra l’altro a centrocampo secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri della compagnia Stella che indagano, che non si risolse sportivamente. I due vennero alle mani e l’acredine reciproca sarebbe rimasta. In un’altra occasione il 21enne sarebbe stato avvicinato e minacciato: “te ne devi andare da Miano”.

Fino a un secondo episodio violento con una scazzottata in strada. Agli atti delle forze dell’ordine non ci sono denunce, ma sulle voci di quartiere gli inquirenti avrebbero trovato riscontri. Le indagini sono partite dalle immagini delle telecamere: private e non pubbliche, poco chiare e non decisive per risalire a chi ha sparato. Non ci sarebbero testimoni oculari né tracce sul posto. Il sicario sapeva dove abitava la vittima e si è appostato, entrando in azione sbucando nell’oscurità.

“Vogliamo giustizia per Lorenzo”, l’appello dei fratelli del 21enne Spasiano

 

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