Camorra Giugliano. Clan delle Palazzine a processo, alla sbarra il gruppo scissionista dei Mallardo

Prosegue spedito il processo che vede alla sbarra il gruppo scissionista del clan Mallardo che ha la roccaforte nelle Palazzine di Giugliano.

Nei giorni scorsi c’è stata una nuova udienza davanti alla Quarta Corte di Appello di Napoli –  presidente Dott. Lanna – c’è stato rinvio per consentire alle parti (procuratore generale ed avvocati) di interloquire sulle questioni da trattare durante il processo di appello. Il processo è stato aggiornato a settembre.

La sentenza di primo grado

La sentenza è stata emessa dal gip Francesco De Falco Giannone del tribunale di Napoli, nel processo col rito Abbreviato. Alla sbarra 15 imputati, tra cui i presunti promotori della Scissione dal clan Mallardo e fiancheggiatori. Tre assolti, 12 imputati condannati. Accolte quasi del tutto le richieste del pm.

  • Gennaro Catuogno o scoiattolo (difeso dagli avvocati Antonio Russo e Antonio Giuliano Russo) condannato a 10 e 2 mesi
  • Aniello Di Biase (difeso da Leopoldo Perone e Alessandro Caserta) 10 anni e 6 mesi
  •  Francesco Di Nardo  (difeso da Alfonso Palumbo e Beniamino Mammarella) 8 anni
  • Crescenzo Panico (legali Stefano Zoff e Salvatore Cacciapuoti) 9 e 2 mesi
  • Nicola Ciccarelli (difeso da Stefano Zoff) 12 e 2 mesi
  • Salvatore Pugliese  (legale Stefano Zoff) 11 anni e 2 mesi
  • Silvano Ciccarelli   (legale Luigi Poziello)  9 anni e 2 mesi
  • Domenico Smarrazzo anni (difeso da Gennaro Amelio) 5 anni e 2 mesi
  • Michele De Simone anni (difeso da Mario D’Alessandro) 5 e 10 mesi
  •  Raffaele De Simone  anni (difeso da Giovanni Abbate) 5 anni e 8 mesi
  •  Antonio Guarino  anni (difeso da Antonio Gravante)  2 anni e 2 mesi
  •  Giuseppe d’Alterio anni (difeso da Alessandro Caserta e Celestino Gentile) 11 anni
  • Vincenzo Micillo   (difeso da Alessandro Maresca) assolto
  • due figlie di Michele De Simone (difese da Giovanni Abbate) assolto

L’accusa è a vario titolo: 416 bis, ovvero associazione di stampo camorristico ed in alcuni casi anche di armi ed estorsione. Quindi secondo la DDA avrebbero formato un nuovo clan per contrastare il gruppo storico dei Mallardo. Ma il gruppo non si occupava anche di droga ma anche estorsioni, come quelle ai danni di una concessionaria di gelati, un centro diagnostico e una società di noleggio slot. Solo uno degli imprenditori vittima del racket si è costituito parte civile, mentre il Comune di Giugliano non si è costituito nonostante la giurisprudenza pare concorde sul fatto che prima dell’inizio della requisitoria del pm potesse farlo.