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giovedì, Luglio 25, 2024
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Racket ai commercianti di Chiaiano, arrivano le condanne bis per il gruppo Romano

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Quasi quaranta anni di carcere. Con alcuni significativi sconti di pena. Questa la decisione d’appello per il gruppo di Eduardo Franco Romano (suocero del ras di Abbasc Miano Matteo Balzano), ‘formazione criminale’ che aveva messo nel mirino i commercianti dell’area nord.
Un risultato che ha ridimensionato alcune condanne rimediate in primo grado e che premia la linea dei difensori. Romano è stato condannato a cinque anni e sei mesi ( rispetto ai sette anni del primo grado). Merito della strategia difensiva seguita dai suoi legali, gli avvocati Domenico Dello Iacono e Carmela Perone. Legali che incassano un’altra riduzione per Luciano Carbone che passa da sei anni e quattro mesi a cinque anni con concessione delle attenuanti generiche. Significativo anche il risultato per il ras emergente Christian Celentano che ha ottenuto una condanna a cinque anni in continuazione e con concessione delle attenuanti generiche: Celentano in primo grado aveva rimediato oltre sei anni ma anche nel suo caso a ridimensionare le accuse ci ha pensato l’avvocato Dello Iacono. Altro risultato che premia la linea difensiva sono i cinque anni per Antonio Aceto: il ras era difeso dall’avvocato Rocco Maria Spina e in primo grado aveva rimediato sei anni e quattro mesi. Vi è da dire che Aceto era, insieme a Giovanni Castiello (per lui sei anni), l’ unico che non aveva scelto il rito abbreviato. Tra le altre condanne vi sono i cinque anni per Luciano Carbone, cinque anni e otto mesi per Massimo Aceto, quattro anni per Salvatore Maggiore.

«Ora sto io qua, qualsiasi cosa chiamate me». Inizia con queste parole pronunciate da Eduardo Franco Romano il calvario di due commercianti di Chiaiano, entrati, loro malgrado, nel mirino dei nuovi signori del racket collegati al gruppo di ‘Abbasc Miano’. Formazione criminale che, dopo l’arresto del suo leader Matteo Balzano, era guidato dal suocero di quest’ultimo, Romano appunto. E’ lui uno dei sette fermati nel blitz condotto nel dicembre scorso dagli uomini della squadra mobile di concerto con gli agenti del commissariato di Scampia. I sette (oltre Romano anche Cristian Celentano, Maurizio Aceto, Antonio Aceto, Luciano Carbone, Giovanni Castiello e Salvatore Maggiore) avrebbero iniziato a vessare i commercianti della zona e in particolare i titolari di un negozio di abbigliamento, negozio in cui per la prima volta si reca proprio Romano. L’uomo, accompagnato da Luciano Carbone che lo presenta come «’o gnor e Matteo», chiede ai commercianti se la sua famiglia gli deve qualcosa e quest’ultimi gli fanno presente che i giovani ras del gruppo avevano in precedenza portato via, senza pagare, merce pari ad un valore di 8mila euro. Romano gli fa capire di non voler pagare quella cifra specificando che adesso c’è lui e che per qualsiasi cosa gli esercenti possono fare riferimento a lui.

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