Non esistono prove della partecipazione concorsuale al delitto contestato. Con queste motivazioni il tribunale del Riesame (XII sezione presidente Russo) ha annullato l’ordinanza cautelare a carico di Salvatore Cardillo, indicato dalla Procura come facente parte del gruppo degli ‘XX’ di Ponticelli, appellativo con cui viene identificato il clan De Martino. Ad avere la meglio le argomentazioni dei legali di Cardillo (conosciuto con l’appellativo di ‘o scio), gli avvocati Leopoldo Perone e Mariarosaria Perone. I due abili legali hanno smontato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e hanno evidenziato come le intercettazioni che inquadravano Cardillo come presente nel momento delle minacce ai pusher, reato contestato anche a Ciro Uccella, Pietro Frutto e Vincenzo Di Costanzo, non fossero tali da provare la partecipazione del loro assistito al reato. Cardillo è stato così scarcerato con l’inchiesta contro il neo gruppo di Ponticelli che subisce un duro colpo.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia di Ponticelli

Sono stati i collaboratori di giustizia a descrivere la guerra in corso a Ponticelli tra i De Luca Bossa (alleati con i Casella) e i De Martino ‘XX’. Qualche settimana fa quattro giovani ras di quest’ultimo gruppo sono stati raggiunti da un decreto di fermo firmato dai pubblici ministeri Antonella Fratello e Simona Rossi (leggi qui l’articolo). Proprio nel provvedimento vengono ricostruiti i mesi di guerra. Grazie al contributo dei collaboratori di giustizia che hanno raccontato il ruolo e i profili dei giovani impegnati nelle minacce ai pusher del Rione De Gasperi. Rosario Rolletta, ex voce di dentro prima dei De Micco e poi dei De Martino ha spiegato questa nuova fase della guerra. Il suo ultimo verbale datato 10 marzo è significativo: «Ciro Uccella appartenente al clan De Martino per il quale si occupa di estorsioni. Riconosco Vincenzo Di Costanzo detto ‘o gabibbo il quale è un tuttofare del clan e nello specifico custodisce le armi, vende la droga ed esce per fare gli agguati. Salvatore Cardillo si occupa prevalentemente di estorsioni e di recupero delle armi. Pietro Frutto si occupa di estorsioni e di armi».

Il pentito Rolletta contro i De Martino ‘XX’

Rolletta poi si sofferma sulle minacce e sulle ritorsioni messe in atto ai pusher della zona: «Nel periodo di settembre/ottobre 2020, quando il gruppo De Martino si era già scisso dal cartello per le ragioni che ho già indicato, ci contrapponevamo ai De Luca Bossa-Casella anche nelle estorsioni alle piazze. Nel Rione De Gasperi vi sono due piazze di spaccio di crack gestite rispettivamente da “o’Nippolo”. di cui non conosco il nome e da (….) dalle quali prendevamo la settimana. A prendere le quote dalle piazze erano principalmente Pietro Frutto ed Alessio, nonché il Gabibbo. Ricordo che mandammo a chiamare o’Nippolo appena avvenne la spaccatura e lui non si presentò, motivo per cui Pietro Frutto ed Alessio sottrassero al figlio un’autovettura di colore bianco che venne restituita solo quando il Nippolo e (…) vennero a portarci 3.500 euro, accordandosi per il pagamento di una quota al nostro gruppo. Per un breve periodo queste due piazze di spaccio hanno pagato sia noi che i Minichini-De Luca Bossa-Casella».

Le minacce degli XX alle famiglie dei pusher:«Vi piazziamo una bomba sotto casa»

A sostegno di queste dichiarazioni ci sono poi anche delle intercettazioni che vedono come protagonisti due dei fermati di ieri, Pietro Frutto e Ciro Uccella. Quest’ultimo si rivolge ad una donna e con tono minaccioso le dice:«Dovete fare un’imbasciata al figlio del nippolo che lui qui non deve vendere più nè lui nè la madre, mi devono portare 5mila euro ma non devono fare niente più». Nella conversazione poi interviene Frutto che minaccia la donna di consegnare il denaro, in caso contrario potrebbe posizionare un ordigno presso la loro abitazione asserendo che, nel quartiere, si starebbe sottovalutando la forza degli XX:«Vi stiamo facendo un piacere pure a voi….Sì….”ò Tarali” ha una chance in più perché si è sempre comportato bene, Francesco! Altrimenti stasera vengo, gli metto una bomba fuori la porta e lo faccio saltare in aria! Così….a zia…Voi gli dite queste parole….Sì è messo a vendere l’erba, non è che è venuto qua a dire Ragazzi… Ci stanno sottovalutando un sacco di loro….a zia…Queste cose….lo sapete com’è!».

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