Discoteche a Napoli, l’Arenile: «Difficile organizzare serate con queste regole»

Riapertura discoteche, nella foto il Nabilah di Bacoli e Arenile di Bagnoli [Foto d'archivio]
Riapertura discoteche, nella foto il Nabilah di Bacoli e Arenile di Bagnoli [Foto d'archivio]

Da lunedì 15 giugno le discoteche potranno riaprire. Ma, ovviamente, con le dovute precauzioni per limitare e soprattutto evitare possibili contagi da covid-19. Nonostante la buona notizia, i titolari dei locali di intrattenimento restano però scettici sulle nuove regole imposte alle strutture, come i due metri di distanziamento quando si balla ed un metro quando si è fermi. Per questo motivo Gianni Simioli a La Radiazza ha intervistato Fabrizio Di Blasi, responsabile della sicurezza presso la CPL investigazioni che collabora con tante strutture e locali d’intrattenimento della zona di Napoli e Campania, e Alberto Frenna, proprietario dell’Arenile di Bagnoli sulla riapertura delle discoteche. Oltre a loro sono intervenuti anche Giorgio Bracci, noto dj, ed un famoso PR di Napoli, Davide Scafa. Nel corso dell’intervista, i gestori delle strutture hanno espresso i loro dubbi sulle modalità di riapertura.

Riaperture delle discoteche a Napoli: «Se queste saranno le regole non ci sarà la discoteca»

A mostrare scetticismo è stato soprattutto Umberto Frenna, titolare dell’Arenile di Bagnoli. «È difficilissimo mantenere i due metri di distanza in una discoteca. Chi ha scritto questa regola non ha mai partecipato ad una serata. Se bisognerà mantenere quel distanziamento e rispettare quel regolamento, neanche partiamo con la discoteca. Si tratta di locali che fanno interagire le persone, così è impossibile. Per noi è impensabile poter garantire il distanziamento di sicurezza. Per la prenotazione, per la tracciabilità, non ci sono problemi: sono cose che già facciamo”. “Se noi siamo chiusi e c’è una giungla di orari si creano problemi per tutti, residenti e gestori – dice il titolare dell’Arenile, che ha comunque fissato un aperitivo domani alle 17 – Siamo aperti come lido dalle 9.30 alle 19. Cominceremo – racconta il titolare dell’Arenile – con gli aperitivi serali dal 15, con prenotazione e servizio ai tavoli. La discoteca no, anche se ho perso 2 milioni di indotto finora. Separare i ragazzi è difficile. Servirebbe un bodyguard per ogni cliente”, ha detto Frenna a Il Mattino.

Le parole di Fabrizio Fabrizio Di Blasi

A parlare a Radio Marte anche Fabrizio Fabrizio Di Blasi,responsabile della sicurezza presso la CPL investigazioni che collabora con tante strutture e locali d’intrattenimento della zona di Napoli e Campania: «Non riusciremo a garantire delle precauzioni come quelle previste. Sarà difficile obbligare tutti a mantenere i due metri di distanza. Non si può più entrare in contatto, che è qualcosa di fondamentale per far conoscere dei ragazzi in discoteca. E quello è uno dei motivi che spinge le persone nei nostri locali. La scorsa settimana-le persone erano distanziate e guardavano il sole tramontare mentre bevevano il drink, ma per quel tipo di serate è diverso. Ad ogni modo bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno ad ogni modo. Quello che prevedo è che dopo il secondo drink sarà molto difficile riuscire a mantenere tutte le precauzioni».

Riapertura discoteche, come hanno reagito Dj e Pr

Durante la trasmissione è intervenuto anche Giorgio Bracci, un noto dj che da tempo lavora in diverse discoteche. «Questa può essere un’opportunità per cambiare. A prescindere dalle normative, che stanno cercando di responsabilizzare le persone, queste limitazioni potrebbero portare le persone a scegliere di ballare perché piace realmente e non per esibirsi. Di conseguenza, potrebbe esserci una selezione più accurata».

Dello stesso pensiero è anche il famoso Pr di Napoli Davide Scafa, il quale prevede – come aveva accennato Giorgio – una selezione più mirata. «Faremo ulteriore selezione per trovare quelle persone che vogliono venire nei locali a ballare pur rispettando le nuove regole. Noi faremo una prima selezione, cioè inviteremo a ballare quei ragazzi che si adegueranno alle nuove disposizioni, mentre una seconda selezione la faranno direttamente i dipendenti dei locali all’entrata».

Anche altri locali e discoteche napoletane, come riporta Il Mattino, resteranno chiusi. Ad esempio La Mela e il Teatro Posillipo resteranno chiusi «fino a ottobre», dice Alessandro Esposito, uno dei proprietari delle attività. Per molti locali notturni scatterà la riconversione in lounge bar.

Anche la movida, dunque, è pronta a ripartire. Ma sicuramente non sarà facile.

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