“La morte di Salvatore non resti senza colpevoli”, la famiglia del 13enne di Marano chiede giustizia

Salvatore Giordano, la storia a Le Iene

Dopo 5 anni dalla tragedia i genitori di Salvatore Giordano ancora non hanno avuto giustizia e temono che arrivi la prescrizione. Il loro figlio è morto per la caduta di un cornicione della galleria Umberto I di Napoli. Ieri Le Iene ha fatto luce sul caso intervistando il sindaco De Magistris.

Salvatore Giordano è morto a 13 anni nel centro di Napoli. Si trovava sotto alla galleria Umberto I quando si è staccato un cornicione che gli è caduto addosso. È successo 5 anni fa, ma i genitori aspettano ancora giustizia. Non si danno pace perché ora hanno paura che i reati vadano in prescrizione.

“Nostro figlio è stato lapidato, quando siamo arrivati in ospedale ci hanno detto che era in coma”, raccontano i genitori. Quel maledetto pomeriggio, il ragazzo si è accorto che si stavano staccando dei calcinacci: “Ha spinto un suo amico e ha fatto scudo all’altro. A loro ha salvato la vita, dice la mamma. “Un istante dopo si è staccato il rosone che lo ha colpito alla testa e al torace. Dopo 3 giorni è morto in ospedale”.

Questa storia sembra tutta una fatalità, ma se si torna indietro con il tempo si scopre altro. “Nei mesi precedenti c’erano state delle segnalazioni per cadute di calcinacci, dice il papà di Salvatore. A cui erano seguite anche delle interrogazioni da parte della politica perché nella galleria Umberto I ci passano almeno 10mila pedoni ogni giorno. “Qualcuno l’aveva detto che ci sarebbe scappato il morto. Purtroppo però nessuno ha preso provvedimenti. “Sarebbe stato sufficiente recintare il marciapiede”, sostiene Sergio Pisani, l’avvocato della famiglia Giordano. “A ogni segnalazione il Comune rispondeva di non avere responsabilità. Per loro doveva pensarci il condominio, ma in ogni caso l’amministrazione comunale aveva l’obbligo di imporre i lavori di messa in sicurezza”.

Perché Luigi De Magistris e il comune di Napoli non sono intervenuti?, si chiede la mamma di Salvatore. È stata fatta una perizia per confermare le responsabilità. “La Procura dice che i calcinacci appartengono al Comune”, sostiene il papà. “Il punto in cui si sono avvenuti i distacchi non ha nulla a che vedere con le abitazioni private perché stiamo parlando del tetto”, spiega il legale.

Come se non bastasse a chiarire le responsabilità, nel 2007 lo stesso Comune ha finanziato dei lavori di manutenzione straordinaria della copertura della galleria Umberto I. C‘è un altro particolare che fa ancora più arrabbiare. “Due giorni dopo il crollo mortale, il sindaco ha emesso un’ordinanza”, aggiunge l’avvocato Pisani.

Ora la paura dei genitori è che tutti i reati cadano in prescrizione. Il sindaco in un primo momento è finito indagato per omicidio colposo poi è stato archiviato. Ma la Cassazione è stata chiara: De Magistris avrebbe dovuto adottare un’ordinanza per evitare il crollo. Non vogliamo mettere in dubbio le decisioni del giudice, ma il sindaco in questi 5 anni è stato vicino alla famiglia? “Nessuno è venuto a farci le sue scuse”, dicono i genitori.

 

Il video in basso

https://www.iene.mediaset.it/video/cornicione-staccato-morto-ragazzo-napoli_533736.shtml?fbclid=IwAR3sI-C8zvv5q2fdp9CAipwFgQRWibUfe03taJ-W2P1LnN961SRQub_fI7M