Emerge un’importante novità sulla morte di Jlenia Musella, avvenuta lo scorso febbraio nel rione Conocal di Ponticelli. La Procura di Napoli ha ottenuto la relazione di consulenza tecnica medico-legale autoptica sul corpo della giovane che è stata aggredita dal fratello Giuseppe. “La profondità della ferita è compatibile con l’impiego di un coltello dalle caratteristiche analoghe a quello rinvenuto in prossimità del luogo del delitto. Il colpo deve ritenersi inferto a distanza ravvicinata, ovvero in condizioni di contatto diretto tra vittima e aggressore, che brandiva l’arma nella propria mano“.
La morte di Jlenia Musella
Sono tragici i contorni della fine di Jlenia Musella, la 22enne deceduta il 3 febbraio scorso a Villa Betania: i fatti si sono consumati intorno alle 16:00 nell’abitazione di via Al Chiaro di Luna. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti attraverso verbali e testimonianze, tra Jlenia e il fratello Giuseppe è scoppiato un violentissimo litigio all’interno dell’appartamento. La giovane ha cercato di scappare da Giuseppe Musella che l’ha inseguita con un grosso coltello preso poco prima in cucina colpendola poi violentemente alla schiena.
Subito dopo l’aggressione è scattata la corsa contro il tempo: lo stesso Giuseppe, insieme alla madre e a un altro uomo, ha caricato la 22enne in auto per trasportarla al Pronto Soccorso. Una corsa che si è rivelata purtroppo inutile: Jlenia è arrivata in ospedale alle 16:50 già in arresto cardiaco e i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dopo i vani tentativi di rianimazione. Nel frattempo, a terra sul luogo del delitto, gli investigatori hanno rinvenuto un coltello da cucina lungo ben 35 centimetri, con una lama di 22, che l’aggressore aveva tentato di nascondere.
Omicidio nel rione Conocal, “Jlenia era piena di sangue”: le parole della vicina di casa
