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mercoledì, Luglio 24, 2024
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Presi 8 latitanti a S. Domingo, c’è anche il riciclatore dell’Alleanza di Secondigliano Salvatore Vittorio

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All’alba 8 latitanti sono atterrati a Roma dopo esser stati catturati a Santo Domingo. L’operazione Open World è coordinata dal Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia, in collaborazione con le forze di polizia caraibiche. Tra gli arrestati c’è il 55enne Salvatore Vittorio, legato al clan Contini dell’Alleanza di Secondigliano, fermato a Los Caballeros mentre portava i figli a scuola. Salvatore Vittorio è stato colpito da un’ordinanza del Tribunale di Napoli per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e riciclaggio. Insieme al fratello Raffaele, avrebbe riciclato i soldi degli imprenditori locali.

Soldi del clan riciclati a Santo Domingo:«L’intervento di Ciccio Mallardo sbloccò i pagamenti»

C’è tutto il filone relativo al riciclaggio del denaro del clan nelle oltre duemila pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha inferto un duro colpo all’Alleanza di Secondigliano. Particolarmente significative le pagine del provvedimento, datato giugno 2019, in cui si ricostruisce tutta la filiera di interessi, prestanome e faccendieri a disposizione del gotha del gruppo. C’è in particolare un incontro dell’aprile 2015, tenutosi a Sulmona in Abruzzo tra il gruppo dirigente del clan Contini, Ettore Bosti, Antonio De Carluccio e Vincenzo Tolomelli, e Francesco Mallardo. Quel summit aveva uno specifico fine: Mallardo aveva incaricato De Carluccio di recarsi immediatamente a Santo Domingo dai suoi nipoti Salvatore e Raffaele Vittorio. Infatti il ras De Carluccio ha intimato ai due di versare la somma di 1 milione e 800mila euro che Mallardo gli aveva affidato, tempo addietro, come investimento.

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Le intercettazioni decisive e la figura di Salvatore Vittorio

In un’intercettazione De Carluccio confidava a Bosti che anche lo zio, Antonio Aieta era coinvolto nell’affare. E anche Eduardo Contini aveva affidato una somma ben più cospicua ai due imprenditori stabilendo che ogni anno i due gli versassero una somma prestabilita. Dalla tenuta delle conversazioni emerge che negli ultimi sette anni i due fratelli avevano omesso di versare i ratei prestabiliti. Prima della partenza De Carluccio si confida con il fratello. I carabinieri del Ros, attraverso quelle intercettazioni, sono riusciti così a capire perchè Mallardo aveva scelto di inviare De Carluccio a Santo Domingo. Era verificare preliminarmente la situazione dei mancati pagamenti prima di giungere a decisioni drastiche inviando “persone sue”.

L’intercettazione del resto è chiara

A me chi me lo faceva fare di andare là che quello (il riferimento è a Mallardo ndr) mi disse: non è meglio che andate voi che siete lo zio che io mando persone mie là!“. Poche settimane dopo la situazione si risolse con la stipula di un concordato come riferito dallo stesso De Carluccio in una conversazione con il fratello.

GLI ALTRI NAPOLETANI ESTRADATI IN ITALIA

Oltre a Salvatore Vittorio, stamattina due napoletani sono riportati in Italia. Salvatore Galluccio che deve scontare oltre 6 anni di reclusione per i reati di contraffazione, ricettazione, traffico di stupefacenti. A carico di Galluccio grava un provvedimento al Commissariato di Polizia Carlo Arena della Questura di Napoli. L’altro estradato è il 50enne Luigi Capretto, condannato dalla Procura di Arezzo ad oltre 8 anni di reclusione. L’uomo è accusato di reati connessi al traffico di sostanze stupefacenti, con provvedimenti in carico ai Carabinieri di San Giovanni Valdarno.

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