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lunedì, Gennaio 17, 2022
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Il Napoli rischia sanzioni dall’UEFA per i ritardi dei lavori al San Paolo


I lavori di ristrutturazione allo stadio San Paolo tardano a cominciare. Anzi, ad essere puntigliosi, siamo in altissimo mare. Solo oggi sono partite le gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori inerenti la sostituzione dei sediolini. Il Comune e il Club avevano accolto con gran fervore la notizia dell’inizio dei lavori, fissata a metà luglio. Invece, bisognerà aspettare ancora. Fino alla seconda metà di agosto, quando partirà la nuova stagione (la Serie A comincerà il 19 agosto). Ciò vuol dire che ci saranno disagi considerevoli a Fuorigrotta e, principalmente, nelle zone a ridosso del San Paolo. Ma non solo. I lavori interesseranno, in partenza, il settore Distinti, quello con la capienza maggiore. E’ vero anche che i lavori di sostituzione dei sediolini andranno avanti per step, di deck in deck (l’area tra un pilastrone e l’altro). E’ fuori dubbio, però, che i lavori causeranno un notevole abbassamento del numero di abbonati, rispetto agli scorsi anni. Il tutto, per evitare sanzioni dall’UEFA.

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Operazioni di rifacimento del cordolo dell’anello superiore dello stadio San Paolo. Con la sostituzione dei sediolini, l’UEFA promuoverà il San Paolo da livello 3 a livello 4 – Google

L’UEFA potrebbe concedere una proroga della dead line

Lo slittamento del termine ultimo per la conclusione dei lavori potrebbe essere accordato grazie ad una richiesta congiunta, mediante lettera istituzionale ufficiale, firmata dal Napoli e dal Comune di Napoli. La sostituzione dei sediolini, inoltre, permetterà al Comune di Napoli – proprietario dell’impianto – di migliorare la classificazione del suo stadio. Stando alle norme UEFA, il San Paolo passerà dall’attuale livello 3 al livello 4. Un impianto di tale livello, per intenderci, è selezionabile per le semifinali di competizioni europee e mondiali. Sarà, quindi, una stagione di sacrifici, per il club e per i tifosi. Sacrifici necessari per poter godere di una struttura finalmente all’avanguardia, anche perché di costruire il nuovo stadio oramai non se ne parla nemmeno più.

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