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mercoledì, Luglio 6, 2022
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Prove insufficienti, scarcerato il figlio del boss Troncone


Insufficienza di prove. Questa in sintesi la motivazione che ha spinto questa mattina il gip Campoli a non convalidare il fermo per Giuseppe Troncone. Il giovane, figlio del boss Vitale, era stato raggiunto nel giorno dell’Antivigilia da un decreto di fermo per un pestaggio avvenuto lo scorso ottobre quando due uomini (uno dei quali legato alla famiglia Di Napoli del Rione Traiano) erano stati violentemente picchiati (leggi qui l’articolo). Pienamente accolte le argomentazioni dei legali di Troncone junior, gli avvocati Antonio Abet e Andrea Lucchetta, che hanno ribadito che non vi fossero elementi oggettivi a sostegno della tesi della Procura. Troncone junior è stato così scarcerato e non gli è stata applicata nemmeno alcuna misura cautelare. Questo pomeriggio lascerà Poggioreale.

L’articolo precedente: tutte le accuse contro Troncone junior

Nel decreto di fermo eseguito nei confronti di Giuseppe Troncone (che avrebbe agito insieme al cugino Andrea Merolla a sua volta ucciso in un agguato) vi è la ricostruzione di un violento pestaggio effettuato dai due nei confronti di altri due uomini uno dei quali legato da parentela alla famiglia Di Napoli del Rione Traiano, nucleo a sua volta indicato come vicino al clan Cutolo. L’uomo aggredito non ha legami con la criminalità organizzata ma l’aggressione è indicativa del clima che si respira da tempo nell’area flegrea.

Il racconto

 

Una delle due vittime avrebbe avuto danni permanenti alla mandibola. Da brividi il racconto dell’aggressione come testimoniato da una delle vittime:”Ho incrociato su via Caio Duilio una motocicletta di grossa cilindrata di colore rosso con due persone in sella. Il conducente era biondo mentre l’altro era grosso con la barba nera e folta. Hanno inveito nei nostri confronti dicendo che eravamo lì per rubare. Il mio amico ha aperto la portiera ed è scappato in direzione di via Leopardi. Mi hanno preso con forza dall’auto e mi hanno aggredito violentemente colpendomi più volte al capo e al volto e in particolare l’uomo armato ha iniziato a colpirmi più volte con la pistola procurandomi la rottura dei denti dell’arcata superiore. Dopo l’aggressione mi hanno costretto a lasciare la mia auto li intimandomi di allontanarmi a piedi”.

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