“Passatevi una mano sulla coscienza, ditemi dov’è mio marito”, parla la moglie di Battista Riccio a due anni dalla scomparsa

“Vorrei ricevere un messaggio, anche una lettera anonima, per sapere dov’è mio marito e mettere finalmente il mio cuore in pace. Fino ad allora avrò sempre speranza”. Sono passati due anni dalla scomparsa di Battista Riccio, oggi 38enne di Giugliano, sparito nel nulla dal 22 settembre del 2017. Quella mattina salutò la moglie Brigida e le tre figlie, disse che usciva per fare benzina e comprare le sigarette ma non ha più fatto ritorno a casa. L’ipotesi più probabile è che abbia fatto una brutta fine, ma la famiglia non perde la speranza.“Non mi sono rassegnata, mio marito amava molto le sue figlie e non le avrebbe mai abbandonate spontaneamente”  – afferma la moglie Brigida. “Qualcosa sicuramente è successo, vorrei solo sapere cosa. Spero che qualcuno si passi una mano sulla coscienza e mi dia un messaggio, anche anonimo, sulla sorte di mio marito”.

La mattina della scomparsa

Quando uscì di casa quella mattina Battisca Riccio non aveva con sé né documenti né cellulare. La sua auto, una Clio di colore nero, fu trovata bruciata dai carabinieri nel territorio di Castel Volturno. Contemporaneamente fu fatta arrivare sul posto anche una ruspa poichè, proprio in quell’area, una testimone dichiarò che avrebbe visto scavare nei giorni precedenti. Per ora non è esclusa nessuna pista, ma una delle ipotesi più accreditate è che si possa trattare di un caso di lupara bianca ma la famiglia continua a sperare nel suo ritorno.

I guai con la giustizia 

A condurre le indagini sono i militari dell’Arma della Compagnia di Giugliano. Stanno indagando a 360 gradi per risalire ai luoghi ed alle persone frequentate dal giovane, condannato per alcune rapine commesse tra Napoli e il centro Italia. Il nome di Riccio compare anche nell’ordinanza sullo spaccio di droga a Giugliano che coinvolge l’ala scissionista del clan Mallardo. Viene citato in diverse intercettazioni telefoniche. Probabile, dunque, che anche Riccio fosse a conoscenza del giro di droga, ma c’è a precisare che non è in alcun modo indagato nel procedimento. Le intercettazioni risalgono all’aprile del 2014, all’epoca Riccio era libero.