Scontri ultras Inter-Napoli. “L’amme schiattate”. VIDEO-AUDIO ESCLUSIVI

Un agguato in piena regola quello commesso da una folta frangia di tifosi di Inter, Nizza e Varese agli ultras del Napoli, i quali hanno risposto per difendersi. Il bilancio degli scontri prima di Inter-Napoli è stato tragico: un tifoso interista morto dopo essere stato investito da un pirata della strada non ancora individuato, 4 napoletani feriti accoltellati, 3 arresti e 9 indagati. Ora dopo ora la Questura di Milano sta ricostruendo cosa è accaduto nel quartiere San Siro, nei pressi dello stadio Meazza, poco prima di Inter-Napoli.

IL VIDEO E AUDIO CHOC

Oltre ai video degli scontri prima di Inter-Napoli che circolano in rete, sono giunti in nostro possesso un filmato degli scontri e un audio nel quale un tifoso del Napoli parla con un amico raccontando a caldo l’accaduto. Nell’audio si parla esplicitamente di ‘paranze’, segno che a Milano erano presenti anche i gruppi ultras del Napoli. Ricordiamo che la trasferta era aperta solo ai tesserati, quindi al Meazza erano presenti solo frange di gruppi della Curva A (quelli della Curva B non sono tesserati, ndr). Dal discorso si evince che i napoletani hanno reagito all’agguato: “L’amme schiattate…con onore c’amm fatto valè…la Napoli ultras è scesa in campo…credimi eravamo 100 e nuje…”. Poi si entra nel dettaglio degli scontri: “L’amme accise, amm pigliate e butteglie ‘e vetro e l’amme tagliate ‘a capa..sei..sette ‘e lor che facce tagliate..”. Dunque a partecipare agli scontri prima di Inter-Napoli, anche i tifosi partenopei erano almeno in cento.

Scontri Inter Napoli, 9 indagati: 3 interisti in cella

Sono complessivamente nove, compresi i tre interisti già in carcere, gli indagati per gli scontri nella zona di via Novara prima della partita Inter- Napoli. Per tutti l’accusa è di rissa aggravata, mentre gli investigatori della Digos sono ancora al lavoro per identificare il conducente del Suv che ha investito e ucciso Daniele Belardinelli. Sono di Napoli i quattro tifosi rimasti feriti negli scontri di ieri fra ultras dell’Inter e partenopei scoppiati prima dell’inizio della partita a Milano. Giovanni Stabile, di 43 anni, è stato ferito all’addome, Angelo Iazzetta di 39 anni, è stato ferito al braccio e portato. Angelo Simone, di 37 anni, è stato solo medicato, mentre il quarto ferito è il quarantenne Luigi Corrente, ferito al labbro.

Milano, riunione comitato sicurezza

 “La prossima partita in casa dell’Inter con tutto il pubblico sarà a metà febbraio. A gennaio invece faremo un vertice sulla sicurezza che coinvolgerà le società Inter e Milan. L’obiettivo è isolare i violenti, non si può far pagare a tutti comportamenti criminali”. Lo ha detto il prefetto di Milano Renato Saccone al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dopo gli scontri che hanno portato alla morte di un tifoso prima della partita Inter-Napoli. “Quello che è accaduto è una pagina nera per Milano, e abbiamo intrapreso un percorso per guardare avanti ed essere tranquilli nella sicurezza pubblica”,  ha detto il prefetto Renato Saccone.

Tifoso morto: Conte, fatto inaccettabile

“Darei un segnale di cesura forte anche ricorrendo a una pausa nelle manifestazioni sportive, per una proficua riflessione di chi vi prende parte. Ma lascio alle autorità competenti la valutazione”. Così il premier Giuseppe Conte all’Ansa sulla morte dell’ultrà e i cori razzisti a San Siro. “Sono molto costernato – ha aggiunto – scoprire e non è la prima volta che una manifestazione sportiva é occasione di scontri violenti, aggressioni civili e ci è scappato anche il morto”.

Tifoso morto: padre,mio figlio casinista

“Si attendono i risultati dell’autopsia per capire come è successo. Si dice che lui scappava e la vettura gli è andata dietro e lo ha investito”. Lo dice alla Rai Vincenzo Belardinelli, padre del tifoso dell’Inter morto. “Magari è stato un incidente. Io non dico che ce l’aveva con lui – dice ancora -. Certo uno va a vedere una partita in santa pace e sa che va ma non sa se torna”.  “Forse era in mezzo alla mischia, ma non penso che fosse con la spranga”. Papà Belardinelli riconosce che il figlio era un po’ turbolento. “Che aveva avuto il Daspo lo sapete tutti. Era un casinista, un tifoso, ma non violento. Da padre posso dire che era un bravo ragazzo. Si è sempre comportato bene. Forse era un po’ violento quando andava in questi posti, ma il ricordo di mio figlio è bello”.