HomeCronaca"Siamo compagni", Ciro Mazzarella svela il legame con i Licciardi

“Siamo compagni”, Ciro Mazzarella svela il legame con i Licciardi

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Antonio Licciardi è il figlio di Vincenzo e nipote di Maria, entrambi detenuti con l’accusa di guidare l’omonimo clan membro dell’Alleanza di Secondigliano. Il 31enne è conosciuto nell’ambiente con il soprannome ‘o Panzino ed è stato arrestato, lo scorso 16 marzo, con l’accusa di aver ordinato al suo fedelissimo Gennaro Cuomo di rubare le carte di credito dal centro di smistamento di Poste Italiane a Milano.

L’intento finale del giovane sarebbe stato commettere frodi informatiche, arricchendo il clan di famiglia. Il complice di ‘o Panzino avrebbe avuto una talpa in Lombardia grazie alla quale riuscire a mettere le mani sulle carte di credito emesse da Banca Intesa Sanpaolo.

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I contatti tra i boss dei Mazzarella e dei Licciardi

Inoltre Licciardi avrebbe avuto contatti anche con il boss Ciro Mazzarella come emerge dalle parole intercettate di quest’ultimo: “Tu non gli fare nessun nome… Poi eventualmente mi chiamo io ‘o Panzino è di dentro alla Masseria il figlio di Enzuccio chiamalo… ‘o Panzino mi devi fare questo piacere ‘o frat… digli a questo di mettersi a disposizione con noi“.

Mazzarella avrebbe chiesto a Marco Ostroschi di prendere contatti con Cuomo e Licciardi ma dopo si sarebbe affidato ad un suo parente: “Ad un’altra parte… lo fai venire a casa del padre di C… il compagno mio… lo fai venire là… saliamo ‘o Panzino ti devo cercare un piacere ‘o frat… Io chiamo pure frate figurati… a parte che ‘o Panzino è un ragazzo buono… ragazzo ha anche il massimo rispetto… vieni qua… cose… ti faccio fare un bel regalo a te… può darsi pure che te li fa lui… la tiene proprio lui la persona… perché sta a tutte parti ‘o Panzino… pure a’ zecchinetta fa quello“.

Le immagini del blitz

“Siamo compagni”

Secondo gli inquirenti della DDA, alla fine l’incontro tra Mazzarella e Licciardi ci sarebbe stato così come la collaborazione di Cuomo, che avrebbe fornito le carte di credito al gruppo del Cartello ‘nemico’. Il summit sarebbe stato confermato in una conversazione ambientale registrata a casa di Ciro Mazzarella nel marzo del 2022. “Io andai là poi… venne il figlio di Enzuccio qua sopra… Siamo compagni io e lui… compagno… compagno… compagno….Antonio stammi a sentire al fratello noi queste cose non le facciamo… ma purtroppo tutti quanti apparteniamo ai Liccardi tutti apparteniamo ai Contini e tutti apparteniamo ai Mazzarella“. Per la Procura di Napoli, diretta da Nicola Gratteri, esiste un legame personale tra i boss Michele Mazzarella e Vincenzo Licciardi, inoltre c’è stato l’accordo per entrare nel mercato delle frodi attraverso Antonio ‘o Panzino. 

Gli interessi del figlio del boss Licciardi e del clan Mazzarella sulle truffe

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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