Soccavo in lacrime per l’improvvisa morte di Stefano, lutto per il pasticcere dall’animo nobile

«Grazie per quello che sei, per quello che mi hai dato senza mai chiedere nulla, per la tua lealtà, per tutto». È così che in molti hanno ricordato Stefano Alberini, il pasticcere 57enne di Soccavo, investito alle 5:30 di ieri mattina a Guidonia da una 23enne che si si trovava in stato di ebbrezza alla guida della propria vettura.

Stefano era molto conosciuto e benvoluto da tutti, per 25 anni ha lavorato in un noto bar di via Epomeo, nei pressi della chiesa Montevergine. Un cuore nobile, grande dedizione al lavoro e un animo gentile, capace di attrarre a sé l’affetto di clienti e amici.

Lo ricorda commosso, l’amico di sempre, Alessandro Sepe che scrive: “Oggi, non lo so cosa ho perso, un fratello maggiore, qualcosa in più, una persona presente nella mia vita, un amicizia vera. Una vita stroncata nel più tragico dei modi, Ti devo tanto, ora non potrò più raccontare a nessuno i miei progressi, ma soprattutto nessuno sarà all’altezza di prendere il tuo posto. Sono distrutto, ti piango, ho terminato le lacrime, io che non ne ho mai versate“. Alessandro ripercorre con noi i tanti episodi condivisi, che avevano tramutato quel rapporto di conoscenza in vera e propria amicizia.

La conducente è stata denunciata dai carabinieri per lesioni stradali gravi e risultata positiva agli accertamenti alcolemici. La giovane avrebbe perso il controllo dell’auto e, dopo essere finita contro alcuni veicoli in sosta, ha travolto il pedone. La vittima è stata prima portata all’ospedale di Tivoli e poi trasferita al nosocomio Umberto I di Roma, dove è stata ricoverato in prognosi riservata. Lievemente ferita invece la ragazza.

Stefano era un grande sportivo molto conosciuto nel settore della pesca, negli anni 90/2000 aveva partecipato al collaudo e firmato brevetti per aziende molto note nel settore quali Casini e Italica. Per la sua passione ed il suo talento era conosciuto in tutta Italia. «Ci ha lasciato tanti sorrisi ed è stato un esempio di professionalità, ma anche di grande umanità», dice chi conosceva Stefano. Il 57enne lascia due figli.