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“Stava andando a scuola e l’hanno preso di spalle”, le parole del barista che ha assistito al rapimento del 15enne

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Si chiama Ciro il barista che questa mattina ha assistito al rapimento di Mattia Maddaluno, il 15enne di San Giorgio a Cremano rapito da sconosciuti a bordo di un furgone bianco, che l’hanno preso di spalle, incappucciato e trascinato con loro.

Ragazzo di 15 anni rapito a San Giorgio a Cremano, il racconto del testimone: “Stava andando a scuola ed è stato preso di spalle”

Queste le dichiarazioni di Ciro, rilasciate a Il Mattino: “Se chiudo gli occhi sento ancora le urla strazianti del ragazzo. Come tutte le mattine, intorno alle 5.30/6, ho aperto il mio locale e alle 7, mentre un ragazzo stava mangiando un cornetto, all’improvviso abbiamo sentito delle urla”.

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“Questo giovane che stava andando a scuola è stato preso di spalle e spinto in un furgone. Sono uscito per cercare di fermare quello che stava accadendo, è stato uno strazio. Mi sono lanciato sui rapitori, ma dalla macchina è uscito un altro ragazzo con qualcosa in mano, non so se un’arma. Uno aveva il volto coperto, l’altro no”, prosegue.

Fortunatamente, poi, la notizia del ritrovamento del ragazzo, in zona Licola. Sta bene e in questi minuti è stato ascoltato dagli inquirenti.

POTREBBE INTERESSARTI – Sequestri e rapimenti a scopo estorsivo e intimidatorio, la nuova tecnica della camorra napoletana

L’episodio del rapimento lampo che ha visto coinvolto stamattina un 15enne a San Giorgio a Cremano desta molta preoccupazione, soprattutto per la metodologia utilizzata. Quella del sequestro, infatti, è una tecnica che negli ultimi mesi si sta diffondendo nei clan della camorra napoletana.

Negli ultimi mesi polizia e carabinieri hanno scoperto a Napoli diversi episodi di rapimenti riusciti o tentati, sia a scopo estorsivo che intimidatorio. A utilizzare questa tecnica sono soprattutto i clan dell’area Est di Napoli, in particolare i Mazzarella. Ma anche i Contini e le cosche delle Case Nuove hanno utilizzato questa metodologia.

Lo scorso ottobre furono scoperti due sequestri di persone: due i soggetti che sono stati imprigionati in una delle abitazioni popolari nella zona delle case nuove, picchiati e torturati a scopo estorsivo.

Due episodi, che vanno ricondotti – in ordine di tempo – al reggente del clan Contini, da un lato; e a un gruppo di soggetti legati al clan Mazzarella, dall’altro. Due gruppi legati a vario titolo alla camorra – hanno sequestrato due vittime e le hanno torturate.
In un caso l’uomo fu sequestrato per una dozzina di ore e ridotto in fin di vita, fu poi scaricato all’esterno dell’ospedale napoletano Fatebenefratelli.

Un altro soggetto fu sequestrato per trenta ore e sottoposto a violento pestaggio alle Case nuove. Altri soggetti legati al clan Mazzarella e De Luca-Bossa sequestrarono il figlio dell’ex compagna del pusher che non pagava la droga. Nell’archivio emerge anche il sequestro di un’impiegata di una dittà di pulizie per estorcere notizie.

Insomma una deriva pulp della camorra napoletana che non risparmia nemmeno i ragazzini minorenni.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.