Gli inquirenti sono sicuri. Dietro la stesa che l’altro pomeriggio ha scosso nuovamente Miano c’è la stessa mano che ha ucciso Antonio Avolio. Ras ambiziosi che avrebbero iniziato una sorta di epurazione di tutti i soggetti vicini ad Oscar Pecorelli, ras della parte alta di Miano, che avrebbe cercato in queste settimana di costituire un proprio gruppo dopo i numerosi blitz che hanno decapitato prima i vertici del gruppo di ‘Abbasc Miano’ (quello del triumvirato Balzano-Scarpellini-D’Errico) e poi i Cifrone-Tipaldi (attivi nella parte alta del quartiere). A confermarlo il fatto che i colpi (sono stati repertati ben 21 bossoli) sono stati esplosi (come anticipato da Internapoli, leggi qui)  in vico Secondo Ponte all’altezza del civico 11 nei pressi dell’abitazione di un giovane ras. Personaggio che, secondo le informative, sarebbe legato proprio ad Avolio e soprattutto ad Angelo Contiello, arrestato nel corso del maxi blitz di due anni fa contro quelli di ‘abbasc Miano’. Giovane che sarebbe stato visto in compagnia dello stesso Avolio e di ragazzi legati a Pecorelli.

La pista che porta a Marianella

Nelle ultime settimane ha preso corpo un’altra ipotesi che potrebbe indirizzare gli inquirenti sulla pista giusta per cercare di spezzare sul nascere un’altra guerra: una pista che porta dritto a Marianella e a dei giovani ras imparentati con un ex esponente della mala locale (leggi qui l’articolo). Due fratelli in particolare sembrerebbero determinati a conquistare le spoglie dell’ex roccaforte dei Lo Russo. Quartiere dove fu ferito qualche mese fa Bernardo Torino. Giovanissimi ambiziosi che sarebbero decisi a spazzar via la vecchia guardia o quanto meno quei personaggi ‘collaterali’ ai vecchi gruppi di Miano e Piscinola. Un’ipotesi al momento che necessita, come è ovvio, di tutte le verifiche del caso.

L’articolo sull’omicidio di Antonio Avolio a Miano

L’omicidio di Antonio Avolio (leggi qui l’articolo), ucciso venerdì scorso a via Teano a Miano, non sarà privo di conseguenze. Ne sono convinti gli investigatori trovatisi, ancora una volta, a fare i conti con i venti di guerra nell’area nord. In queste ore starebbe prendendo corpo un’altra ipotesi che potrebbe indirizzare gli inquirenti sulla pista giusta per cercare di spezzare sul nascere un’altra guerra: una pista che porta dritto a Marianella e a dei giovani ras imparentati con un ex esponente della mala locale. Quartiere dove fu ferito qualche mese fa Bernardo Torino. Giovanissimi ambiziosi che sarebbero decisi a spazzar via la vecchia guardia o quanto meno quei personaggi ‘collaterali’ ai vecchi gruppi di Miano e Piscinola. Un’ipotesi al momento che necessita, come è ovvio, di tutte le verifiche del caso.

La conquista dell’ex regno dei Lo Russo

C’è un dato che balza subito agli occhi per comprendere quello che sta accadendo a Miano e dintorni: gli ultimi omicidi, i raid e i ferimenti sono tutti legati a esponenti della vecchia guardia malavitosa del quartiere. Tradotto: nel mirino sono finiti quei pregiudicati legati, in un modo o in un altro, alla stagione dei Lo Russo, l’ormai ex clan dominante della zona. Da febbraio a ieri, con l’uccisione di Antonio Avolio (leggi qui l’articolo), è stata tracciata un’unica scia di sangue. Il primo campanello d’allarme il ferimento di Bernardo Torino nel febbraio scorso (leggi l’articolo).  L’uomo, cugino di Luigi Torino ‘o gassusar, negli ultimi tempi era stato visto sempre più spesso in compagnia di soggetti orbitanti nel gruppo Cifrone-Tipaldi, quello ‘attivo’ nella parte alta di Miano. Proprio la vicinanza a tale gruppo potrebbe spiegare l’agguato maturato nei suoi confronti. Prima di aderire infatti alla formazione retta dai cugini Luigi e Gaetano Cifrone Torino aveva militato nel gruppo rivale, quello di ‘Abbasc Miano’ retto dal triumvirato formato da Matteo BalzanoSalvatore Scarpellini e Gianluca D’Errico. Un voltafaccia che potrebbe non essere piaciuto a qualcuno legato ancora al vecchio gruppo

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