Tabaccai truffatori a Salerno, in vendita solo ‘Gratta & Vinci’ perdenti: scoperto il trucco

Due tabaccai nei guai a Salerno, sono finiti sotto processo per la cosidetta truffa del Gratta e Vinci. Come riporta Il Mattino due esercenti attraverso piccole abrasioni quasi impercettibili ad occhio nudo, sui tagliandi dei «gratta e vinci» riuscivano ad individuare – anche con l’aiuto di apparecchiature telematiche – le combinazioni vincenti (i box number) dei biglietti che incassavano mentre gli altri li mettevano in vendita.

Tutto è filato liscio fino a quando, una volta messe all’incasso le ennesime vincite, la cosa insospettì i vertici dei Monopoli  che si rivolsero ai carabinieri per denunciare i fatti. Eseguiti i controlli nella tabaccheria, sarebbero venuti alla luce elementi utili per indagare la coppia di truffa, falsificazione, frode nell’esercizio del commercio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico: i carabinieri avrebbero accertato che dal 2011 fino allo scorso anno (quando ci fu il blitz), la coppia avava incassato un milione e 300mila euro di biglietti vincenti.

Un caso simile è avvenuto qualche giorno fa anche in Emilia. Selezionava accuratamente i ‘Gratta&Vinci‘, incassando le vincite di quelli vincenti e vendendo esclusivamente quelli perdenti: con un escamotage, un barista 25enne residente nel mantovano ma che gestisce un’attività a Brescello, nella Bassa Reggiana, aveva trovato il modo per capire quali biglietti garantissero una vincita e quali no.

Nel suo bar comprare un biglietto ‘fortunato’ del gratta e vinci era davvero impossibile. Il titolare dell’attività, a Brescello in provincia di Reggio Emilia, aveva infatti trovato il modo di truffare i clienti vendendo loro solo i tagliandi perdenti. Lo hanno scoperto i carabinieri, denunciando quindi un giovane barista 25enne residente nel mantovano. Il raggiro funzionava così: l’uomo grattava leggermente il biglietto nel punto in cui può essere rivelato il codice che consente alla strumentazione elettronica del rivenditore di verificare se il tagliando è vincente o meno.

Individuati quelli che avrebbero permesso di incassare, li teneva per sè versando l’importo dovuto per l’acquisto in modo da non destare sospetti. Infine metteva in vendita solo i gratta e vinci di cui aveva già accertato la mancata vincita. Ad attivare i carabinieri di Brescello sono stati alcuni clienti che, essendosi accorti del codice a barre manomesso, hanno chiesto spiegazioni al barista. Questi, scusandosi per l’inconveniente, li ha risarciti del costo del biglietto. Ciò non ha evitato l’intervento dei militari che hanno proceduto con accertamenti, sequestrando 52 gratta e vinci con il codice abraso. Da verifiche con gli uffici del Monopolio è emerso anche come tali biglietti fossero stati validati in date antecedenti il giorno del sequestro e pertanto non potevano essere messi in vendita. Infine sono risultate alcune vincite riscosse dallo stesso barista. Dopo aver denunciato l’esercente i carabinieri stanno cercando di stabilire l’ammontare complessivo degli introiti che ha percepito indebitamente e di identificare eventuali ulteriori clienti truffati.