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domenica, Giugno 23, 2024
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Un bimbo di 9 anni ‘ambasciatore del sesso’, l’inferno di Caivano raccontato dalle due vittime

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La villa comunale, l’ex isola ecologica, l’ex campo di calcio, spogliatoi in disuso: questi i luoghi dell’orrore dove le due cuginette di Caivano sono state violentate a più riprese da un branco di giovani. Quello che emerge dalle 56 pagine delle due ordinanze è un vero racconto choc, dove vengono ricostruiti gli abusi perpetrati ai danni delle due ragazzine, rispettivamente di 11 e 13 anni compiuti. In villa comunale il primo appuntamento con l’orrore, lì dove c’era un branco di ragazzi pronto ad aspettarle.

Si fa avanti il più grande, spalleggiato da un amico. Iniziano avance che non hanno nulla di romantico. Palpeggiamenti, molestie, abusi. Le ragazzine finiscono a terra, trascinate per i capelli. Poi i filmati. Che garantiscono nelle mani del branco uno strumento sempre attuale per consumare ulteriori estorsioni sessuali: «Avevo paura che se avessi parlato, se avessi raccontato tutto ai miei genitori, avrebbero fatto girare quei video». Stesso discorso da parte della più piccola: «Non mi piaceva, urlavo basta, chiedevo pietà, non ce la facevo più, mi tiravano i capelli, ma avevo la certezza che qualcuno stesse facendo un video».

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Dopo le prime violenze sessuali, le due ragazzine capiscono che non devono più frequentare la villa. Vanno altrove, nella zona dell’ex campo sportivo, altro luogo in cui è possibile incontrare amici, finendo sempre però nella stessa trappola. I riscontri parlano chiari: braccia e schiena piene di lividi, immortalati sui cellulari delle due vittime. In alcuni casi sono state lapidate. Colpite con le pietre, all’interno delle stanze degli orrori.  “Ci chiamavano puttane” – dice una delle due bambine.

Addirittura una delle vittime viene avvicinato da un bimbo di 9 anni, che fa da ambasciatore: “Checco vuole fare sesso con te, si vergogna di dirtelo”. Checco nel frattempo era impegnato a ‘lavorare’. Dove? In una pizzza di spaccio. Poi si fa vivo e dopo averla trascinata in un capannone e violentata.

Sono stati catturati e spediti in cella Pasquale Mosca di Frattaminore e Giuseppe Varriale di Acerra. Sono gli unici maggiorenni poi gli altri sono minorenni.  Tutti gli indagati devono rispondere anche della violenza a una terza vittima. Gli abusi denunciati sono stati perpetrati all’interno del Centro Commerciale Campania di Marcianise. Le due cuginette sono state violentate più volte sul territorio di Caivano nel corso dell’estate appena trascorsa. A scoprire l’orrore è stato il fratello di una delle cuginette, il quale è stato contattato sul cellulare da un anonimo.

Il giovane è stato avvertito della presenza di video hard che circolavano sui social e che vedevano coinvolte anche le due bambine. Il ragazzo ha avvertito il padre, che a sua volta ha messo in guardia la sorella, madre di una delle cuginette, su quello che era accaduto all’interno del Parco Verde. Nonostante la giovane età, le vittime hanno fornito tutti i dettagli agli inquirenti, descrivendo per filo e per segno le modalità delle violenze subite. Nel giro di un mese e mezzo i carabinieri hanno rintracciato i presunti componenti del branco e li hanno assicurati alla giustizia.

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