Giuseppe Bove è stato accusato di aver minacciato la fidanzata mentre era detenuto nel carcere di Pistoia. Il 27 marzo del 2024, la ragazza non si sarebbe presentata ai precedenti colloqui scatenando così la rabbia dell’uomo che avrebbe minacciato la famiglia della compagna. Bove avrebbe fatto una sinistra promessa mimando il gesto della pistola in videochiamata: «Forse non hai capito, io vi sparo! Forse voi non avete capito niente… che io sparo a tutti quanti».
Bove è indagato per l’omicidio di Raffaele Cinque, detto Sasà ‘a ranf’, e proprio durante i colloqui, avuti durante la sua detenzione in Toscana, avrebbe dato ulteriori elementi alla Procura di Napoli in merito alla sua pericolosità. «Non vedo l’ora che esco…devono dire “ma chi è uscito? Il diavolo? “… “ma chi è uscito? Il diavolo?” …mi devo prendere tutta la zona…tutta la zona che io…dove sto di casa io .tutta quanta…tutta quanta…la gente devo prendere una tenaglia e gli devo tagliare le dita con la tenaglia!», avrebbe aggiunto il giovane detenuto.
L’omicidio di Sasà ‘a Ranf
Ieri sono stati arrestati Giuseppe Bove, Salvatore Bove e Gennaro Ziccardi per l’omicidio di Raffaele Cinque. La vittima era ritenuta appartenente al gruppo criminale della Stadera che agiva per conto del clan Contini. Le attività d’indagine, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, hanno ricostruito la dinamica dell’omicidio avvenuto alle 6 del mattino del 21 gennaio 2024, all’interno della casa della vittima in via dello Scirocco.
I due Bove avrebbero sparato contro Cinque mentre Ziccardi avrebbe fatto il palo. Il commando ha esploso numerosi colpi d’arma da fuoco ferendolo in diverse parti del corpo. Nel tentativo di sfuggire alla furia dei killer, Sasà ha tentato la fuga calandosi dal balcone della cucina, ma è precipitato al suolo dove è stato nuovamente colpito alla testa da un proiettile esploso dai sicari.

