Una richiesta allo Stato di aiuto concreto per loro stessi e per un settore, a cui appartengono da molti anni, adesso in crisi al pari degli altri che compongono il tessuto produttivo del Paese. I mercatali ambulanti operanti in diversi quartieri a Nord di Napoli, molti di essi con partita Iva, categoria diffusa in diversi altri ambiti lavorativi come è notorio, lanciano l’allarme verso la propria condizione socio-economica ulteriormente precarizzatasi dopo lo scoppio della Pandemia da Coronavirus e il susseguente lockdown che da oltre un mese costringe gli spostamenti degli italiani.
Attraverso dei videomessaggi registrati presso le proprie abitazioni in cui sono confinati sia per rispettare i vari divieti governativi e regionali sia perché le attività sono ferme dall’8 marzo, gli ambulanti ricordano come «i 600 euro che il Governo ha stanziato per le partite Iva non sono ancora giunti e nel frattempo dobbiamo far fronte al pagamento delle bollette di luce, gas, telefono, delle rate del mutuo e dare da mangiare ai nostri figli. La nostra attività è bloccata oramai da 40 giorni e dallo Stato sino a questo momento alle promesse di sostegno non sono susseguiti i fatti. Non possiamo resistere più a lungo».
I promotori dell’iniziativa-appello chiedono un incontro in videoconferenza agli assessori al Commercio del Comune di Napoli e Regione Campania Rosaria Galiero e Antonio Marchiello. «I mercatali del territorio avranno presto problemi a continuare a lavorare dopo la fine dell’emergenza da Covid-19, se il governo non interviene con misure ad hoc per questa categoria già abbastanza provata dalla forte tassazione» afferma il consigliere dell’Ottava Municipalità Claudio Di Pietro, fattosi portavoce delle istanze degli ambulanti.


