Un controllo serrato. A tutte le ore. Questo pur di proteggere il ‘tesoro’ degli Angelino. Uno dei particolari più interessanti emersi nelle oltre 1200 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha smantellato il clan del ‘Bronx’ riguarda la gestione delle casse del clan ad opera del ras Raffaele Zambella e della sua famiglia. Secondo la Procura anche dal carcere il reggente avrebbe continuato a impartire ordini e a gestire le piazze di spaccio, contando su una rete di fedelissimi e, soprattutto, sulla blindatissima protezione domestica garantita dalla moglie Carmela Maugeri, attualmente indagata a piede libero. A raccontarlo ai magistrati è stato il collaboratore di giustizia Giovanni Barra, le cui dichiarazioni, rese nei verbali d’interrogatorio del 4 e del 7 luglio 2025, delineano con precisione chirurgica i ruoli all’interno della famiglia Zambella: “I soldi di Lello Zambella si trovano a casa sua e sono custoditi da sua moglie. I sistemi di sicurezza sono stati realizzati da Carmine detto ‘sette Palazzi’ che non conosco e posso solo dire che vive nel settore dell’edilizia. Ha montato il sistema elettrico a Sautto. Non l’ho mai incontrato. La Maugeri non lascia mai l’immobile per custodire il denaro; infatti sono a conoscenza dei cosiddetti turni che la stessa svolge con i suoi figli, in particolare il figlio maggiorenne e la figlia di anni 15 o 16, la quale avverte con il telefono in caso di pericolo in modo da evitare l’ingresso di terzi e tutelare il tesoretto. La donna è accusata di aver agito avvalendosi delle condizioni estorsive e intimidatorie di stampo mafioso, concorrendo attivamente nel clan e operando come braccio operativo e fiduciario del marito detenuto. Il suo compito non era di semplice contruità familiare, ma di ferrea coadiuvazione nelle direttive impartite dal boss, garantendo l’impenetrabilità del tesoro illecito accumulato attraverso il controllo militare delle piazze di spaccio di Caivano.

