Una serata di sincera allegria, ma soprattutto un momento per rimarcare ancora di più che nulla può dividerci: nè il colore della pelle, nè la fede religiosa, nè gli usi e i costumi e per una sera nemmeno la fede calcistica. Questo il sunto della bella serata organizzata dalla palestra “Harlem”, per ricordare la morte di Ernest Appiah, giovane ghanese ucciso da un auto lanciata a folle velocità in via Di Vittorio. Sotto il televisore posto sulla parete azzurra (come poteva essere altrimenti) della palestra si sono radunati una trentina di persone per testimoniare come sia facile vivere e soprattutto convivere anche se siamo nati in continenti diversi. Dopo un minuto di raccoglimento in ricordo di Ernest, si è passati a tifare chi per Totti e Gilardino e chi per Appiah ed Essien. Alla fine con somma gioia dei tifosi azzurri presenti, la nazionale italiana ha regolato il Ghana per due a zero. Comunque le due reti subite dalla nazionale africana non ha abbattuto i propri connazionali, che fedeli al loro spirito allegro e scanzonato, si sono lasciati andare a festeggiare comunque l’ottima partita dei propri idoli, che tanto fanno tornare alla mente il ricordo della terra natia, della propria infanzia e della famiglia. “Un momento che ha riempito il cuore dei ragazzi presenti – hanno dichiarato Mimmo Licciardiello e Francesco Del Giudice, titolari della struttura – a volte basta un semplice gesto, come quello di riunirsi per una partita di calcio, per smuovere le coscienze e per ribadire come, non solo a parole, siamo realmente tutti fratelli”. Allo studio poi altre iniziative per cercare di far integrare nel tessuto sociale, anche tutti gli altri gruppi di immigrati presenti sul nostro territorio.
ITALIA-GHANA: LA PARTITA DEL CUORE
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