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NAPOLI. È SFRUTTAMENTO MEDIATICO. «COSÌ PERDIAMO DI VISTA IL QUOTIDIANO LAVORO DI PROGRAMMAZIONE»

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Rassegna stampa sabato 18 novembre 2006. Il Mattino, Antonio Pascale, “La città plebea e il passato che non torna”; Corriere del Mezzogiorno, Enzo Giustino, “Una Mission per i Giovani”; Repubblica Napoli, Il manifesto “Il collasso della politica e il governo della camorra”.

Antonio Pascale si sofferma sui funerali di Merola per dire che “la plebe ha celebrato nostalgicamente quello che non è più”. E aggiunge “scopriamo i fenomeni solo quando si sono consumati e forse c’è un motivo preciso. Descrivere un fenomeno nel momento del suo declino ci fornisce l’occasione per tirarsene fuori”. Enzo Giustino, prendendo spunto dall’articolo di Pietro Barcellona, ripreso nella rassegna stampa del 17 novembre e da una lettera al Corriere del Mezzogiorno di un trentenne, apre uno squarcio nel dibattito mostrando come a furia di discutere sempre sugli stessi punti si perde di vista l’importante lavoro di organizzazione della programmazione dello sviluppo che pure si svolge e va avanti nel quadro della politica regionale di sviluppo che si muove sui fondi europei e nazionali. Il manifesto “Il collasso della politica e il governo della camorra” proposto da un gruppo di intellettuali e pubblicato da Repubblica Napoli, non usa mezzi termini per dire che “la catastrofe a Napoli è tutta politica” e che “quando la politica è azione dei molti il crimine arretra”. “In verità, – sostiene ancora il manifesto – abbiamo bisogno non di normalità ma di uno straordinario scatenamento di libertà politica collettiva e di creatività intellettuale”.

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